Tangenti a dipendente Asl, svolta in Cassazione per Piccirillo

Gli ermellini annullano l’ordinanza con rinvio al Riesame per un nuovo giudizio

L'imprenditore di Recale, Pasquale Piccirillo

Svolta in Cassazione per l’imprenditore di Recale, trapiantato a Caserta, Pasquale Piccirillo. L’editore televisivo, proprietario di un centro sanitario, si è visto annullare l’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’indagine sulla tangente pagata ad un dirigente dell’Asl di Caserta per ottenere un risparmio di 250mila euro circa sul piano di rientro. Gli ermellini hanno dunque accolto il ricorso presentato dall’avvocato Giovanni Cantelli ed hanno disposto un nuovo giudizio al tribunale del Riesame di Napoli.

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, intanto, proprio pochi giorni fa ha chiuso le indagini su Piccirillo e le altre persone coinvolte (tra cui l’ex vice sindaco di Caserta Pasquale Corvino con la sorella). A Piccirillo, invece, viene contestato di aver corrotto il dipendente dell’Asl di Caserta Martucci: l’accordo prevedeva l’accorpamento dei 5 piani di rientro gravanti sulla ‘SDP srl’ (il centro odontoiatrico accreditato dell’imprenditore di Recale) in un unico piano di rientro attraverso l’abbattimento non solo della quota interessi ma anche parte della quota capitale, così generando un risparmio complessivo di circa 250mila euro. Martucci, come confermato nel corso dell’interrogatorio del 19 giugno, ricevette da Piccirillo 4mila euro.

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