Tangenti e appalti truccati per la metro di Milano, coinvolte anche ditte del casertano

Perquisizioni e sequestri della documentazione amministrativo-contabile e di supporti informatici nelle abitazioni dei 30 indagati. Eseguiti 13 arresti

(foto di repertorio)

Tangenti e appalti truccati per i lavori legati agli impianti di segnalamento e automazione della metro di Milano. Sono scattate le perquisizioni e i sequestri della documentazione amministrativo-contabile e di supporti informatici nelle abitazioni degli indagati (in totale 30 persone di cui tredici arrestate). Tra le società coinvolte nell'indagine figurano anche diverse con sede nella provincia di Caserta, oltre che nelle province di Milano, Monza, Savona, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Latina, Napoli, Salerno, Benevento, Pescara e Chieti. 

Secondo quanto riferito dai colleghi di MilanoToday, l'operazione è scattata in mattinata. Le misure cautelari sono state messe a segno all'alba di martedì 23 giugno quando i militari del nucleo di polizia economica finanziaria della guardia di finanza hanno eseguito un'ordinanza firmata dalla gip Lorenza Pasquinelli. Dodici persone sono state accompagnate in carcere, una è ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzata al compimento di plurimi reati contro la pubblica amministrazione e in particolare corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Tra le persone arrestate c'è anche Paolo Bellini, dirigente dell'Azienda di trasporti milanesi (in Atm dal 1996).

Le indagini hanno riguardato in totale 30 persone fisiche e otto società. Gli investigatori hanno passato sotto la lente d'ingrandimento otto gare d'appalto per un importo complessivo di 150 milioni di euro. Secondo le indagini, il metodo seguito dall'associazione consisteva nell'offrire alle imprese interessate a partecipare alle gare d'appalto indette da Atm la consulenza del pubblico ufficiale, sotto forma di fornitura di materiale e informazioni privilegiate, trafugate dalla stazione appaltante, o garantendo la possibilità di sopralluoghi e riservati e perfino la supervisione e correzione delle bozze di offerta, fino all'indicazione precisa delle percentuali di ribasso da offrire ad Atm per battere le imprese concorrenti.

Il tutto, sempre secondo gli investigatori, in cambio della promessa di versamenti in denaro, proporzionali al valore d'appalto e cadenzati mensilmente, e all'impegno da parte dell'impresa aggiudicataria di coinvolgere  nell'esecuzione delle opere, in qualità di subappaltatori, altre società con le quali il funzionario avrebbe concordato remunerazioni illecite. Fra ottobre 2018 e luglio 2019 sarebbero state registrate promesse e versamenti di denaro per oltre 125mila euro, oltre a diverse utilità quali prestazioni di servizi e benefit vari.

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