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Le dichiarazioni di Francesco Zagaria

Le dichiarazioni di Francesco Zagaria

Summit di camorra nel centro di Siciliano: "Capaldo era il proprietario"

Le dichiarazioni di Ciccio 'e Brezza agli atti dell'inchiesta sui supermercati del clan

Un summit di camorra all'interno della Distribuzione Siciliano in via Appia Antica, tra Caserta e San Nicola la Strada, nei pressi della motorizzazione. Lo ha rivelato agli inquirenti Francesco Zagaria, alias Ciccio e' Brezza, imprenditore di Casapesenna trapiantato a Capua ed 'eminenza grigia' degli affari del clan dei Casalesi. 

Le dichiarazioni di Zagaria, oggi collaboratore di giustizia, sono finite agli atti dell'inchiesta della Dda sul business dei supermercati targato dai fratelli Filippo, Nicola e Francesco Mario Capaldo, nipoti del capoclan Michele Zagaria, alias 'Capastorta'. 

Dopo la sua scarcerazione Filippo Capaldo chiese un incontro a Zagaria: "mi mandò a dire che voleva incontrarmi e mi disse che ci saremmo incontrati negli uffici del Crai, un grosso centro di distribuzione alimentare che si trova nei pressi della motorizzazione civile di Caserta". Un centro che corrisponde, per gli inquirenti, a quello di Paolo Siciliano che Zagaria aveva conosciuto per la fornitura di mozzarella ai suoi supermercati. 

Capaldo, scarcerato nel 2014, in quel periodo era agli arresti domiciliari ed aveva avuto un permesso dal Tribunale per potersi recare a lavoro proprio nel centro distribuzione di Siciliano. Ciccio Zagaria si recò così al Crai dove "ci accolse proprio Paolo Siciliano il quale ci portò all'interno di un ufficio, tra i tanti che vi erano al Crai, dove seduto dietro la scrivania trovai Filippo Capaldo". 

Prima di parlare con Capaldo, Zagaria si rivolse a Siciliano "chiedendogli della mozzarella da fornirgli. A questa mi affermazione, Paolo Siciliano disse testualmente: "della mozzarella devi parlare con Filippo". Si alzò e si allontanò ed io iniziai a parlare delle condizioni di fornitura con Filippo Capaldo con il quale mi accordai per la fornitura delle mie mozzarelle ad un prezzo maggiore rispetto a quello che il Crai faceva. Filippo Capaldo, in sostanza, mi stava facendo un'attenzione in forza del legame che ci univa. Poichè però parlavo con lui, mentre pensavo di dovermi rivolgere a Paolo Siciliano, gli chiesi come mai Paolo Siciliano ci avesse detto di dover parlare con Filippo Capaldo e quest'ultimo mi rispose dicendomi di essere, di fatto, il
proprietario del Crai". 

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