Imprenditore suicida, la rabbia dei balneari: “Ci hanno ridotto sul lastrico”

Il commento del presidente Giocondo dopo la morte del titolare del lido Malibù

Marcello Giocondo, presidente del sindacato Balneari

C’è sconcerto e rabbia nelle parole di Marcello Giocondo, presidente del Sindacato Balneari, dopo il suicidio dell’imprenditore di Castel Volturno proprietario dello stabilimento ‘Lido Malibù’.

“Appena accaduta la tragedia mi sono recato presso lo stabilimento – racconta Giocondo - Sgomento per l'estremo gesto di un buon uomo che come tutti noi balneari era legato allo stabilimento balneare e che come tutti noi vi si recava tutti i giorni. Sono in corso gli accertamenti dei carabinieri e di conseguenza le indagini che cercheranno di stabilire le cause dell'accaduto”.

Giocondo parla poi della crisi che investe il settore: “Il lido Malibù è uno dei circa 300 stabilimenti balneari che operano sul "Litorale Domizio - Flegreo", litorale sottoposto negli ultimi 10 anni a grandi disastri ambientali come l'inquinamento e l'erosione devastante, disastri sociali come l'immigrazione clandestina e la malavita locale, disastri erariali con richieste di canoni demaniali marittimi fuori da ogni equilibrata valutazione”.

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“Fattori – spiega il presidente dei balneari - che incidono pesantemente sulle aziende, sulle famiglie, sui nostri figli, ai quali contrariamente a quanto previsto e a quanto era nelle nostre aspettative, non si garantisce più un futuro. E ancor più grave è che tutto questo si determina per cause non dipendenti dalla nostra volontà o capacità gestionale, ma per questioni, fatti ed eventi esterni, che determinano la fine delle aziende balneari e del nostro lavoro. Ci auguriamo e speriamo tutti che le cause, tutte ingiustificate, siano altre, ma rimane l'amaro in bocca e la tristezza per un amico, un operatore turistico balneare riconosciuto e stimato da tutti”.

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