Suicidio imprenditore vittima di usura, Chianese si difende dalle accuse

Ha risposto alle domande del gip durante l'interrogatorio di garanzia

Chianese è stato arrestato dalla polizia

Emilio Chianese si difende dalle accuse. L'imprenditore di Trentola Ducenta, arrestato insieme ad altre 4 persone con l'accusa di usura ed estorsione. 

Un interrogatorio lungo, al quale Chianese si è sottoposto assistito dai suoi legali, gli avvocati Mario Griffo e Nicola Filippelli, durato circa due ore. Ha risposto alle domande del gip del tribunale di Napoli cercando di chiarire la propria posizione. Chianese è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere lunedì 19 ottobre.

Le indagini che hanno portato al blitz sono partite nel luglio 2018 in seguito alla morte dell'imprenditore 42enne Giuseppe Giuliani, attivo nel settore del commercio e dello smaltimento di materiali metallici, suicidatosi dopo essere finito nella morsa dell'usura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, l'imprenditore avrebbe pagato somme estorsive, anche per l'esecuzione di lavori di smaltimento dei veicoli del Consorzio unico di bacino per le province di Caserta e Napoli, agli esattori del clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca. La vittima, inoltre, per corrispondere alle richieste estorsive, si sarebbe poi indebitato con soggetti indicati dal clan, versando tassi usurari anche superiori al 15% mensile.

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