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Augusto La Torre

Augusto La Torre

Strage di Pescopagano, annullato l'ergastolo per il boss La Torre

Il capoclan dei Chiuovi condannato a 20 anni in Appello. Nella mattanza 5 persone uccise e 7 ferite

Annullata la condanna all'ergastolo per il boss dei 'chiuovi' Augusto La Torre per la mattanza del bar "Il Centro" di Pescopagano a Mondragone. La Terza Sezione della Corte d'Assise di Appello di Napoli, presieduta dal giudice Del Balzo, ha riformato la sentenza di primo grado e condannato La Torre alla pena di 20 anni di reclusione. 

I giudici hanno accolto le argomentazioni dei difensori, gli avvocati Rolando Iorio di Avellino e Laura Lopatriello di Roma, subentrati nel secondo grado di giudizio, concedendo le attenuanti generiche a La Torre. I pg, nel corso della sua requisitoria, aveva chiesto la conferma della sentenza pronunciata in primo grado.

Era il 24 aprile del 1990, nella strage di Pescopagano vennero uccise cinque persone, quattro immigrati e un italiano Alfonso Romano e ci furono sette feriti tra cui un bambino di 14 anni Francesco, insieme al padre, il titolare del bar "Centro" Vincenzo B. I sicari del clan La Torre arrivarono nel bar armati con fucili e mitragliette. Gli obiettivi erano alcuni cittadini stranieri al centro di giri di droga. Fecero fuoco sui presenti, senza badare troppo a chi fossero le vittime. Rimasero uccisi tre tanzaniani, un iraniano e un padre di sei figli, Alfonso Romano, presente nel bar per puro caso ed estraneo alla criminalità organizzata.

Dopo la sentenza di primo grado La Torre era stato raggiunto da un ordine di carcerazione per un possibile pericolo di fuga prima dell’esecutività della sentenza.

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