Chiesto oltre un secolo di carcere per la "banda del cazzeggio". Il baby boss rischia 18 anni

La requisitoria per la strage in discoteca prima del concerto di Sfera Ebbasta: "Volevano fare soldi facili". La banda aveva comprato anche un teaser

Ugo Di Puorto

"Volevano fare soldi facili e cazzeggiare". Lo hanno detto i pm della Procura di Ancona nel corso della requisitoria nel processo per la strage in discoteca. Diciotto anni è stata la richiesta per Ugo Di Puorto, figlio del ras dei Casalesi nel modenese Sigismondo, ritenuto il capo della banda dello spray che la notte tra il 7 e l'8 dicembre provocò 6 morti e circa 200 feriti alla "Lanterna Azzurra" di Corinaldo. 

Chiesti oltre 106 anni di carcere

I pubblici ministeri Paolo Gubinelli e Valentina Bavai, al termine di una requisitoria durata circa 6 ore, hanno invocato la condanna di tutti i componenti della banda delle collanine. Con Di Puorto, originario di San Cipriano d'Aversa, sono stati chiesti 18 anni per Raffaele Mormone, 17 anni e 3 mesi per Andrea Cavallari, 16 anni e 10 mesi per Moez Akari, 16 anni e 7 mesi per Souhaib Haddada, 16 anni e 1 mese per Badr Amouiya

"Volevano cazzeggiare e fare soldi facili"

I pubblici ministeri hanno riavvolto il nastro delle indagini sottolineando come la tragedia della Lanterna Azzurra non fu "un incidente o frutto di eventi casuali". Secondo quanto riferito dai colleghi di AnconaToday, la banda "usava lo spray al peperoncino per rapinare, per fare soldi, perché le loro giornate erano scandite dal fare soldi facili e, scusi giudice se uso questo termine ma rende l’idea, cazzeggiare - ha detto il pm Gubinelli durante la sua requisitoria - Nella loro concezione rubare è bello e facile. Bello perché senza fatica fai soldi e te li godi. Facile perché senza rischi, dato che hanno sempre agito con professionalità, in modo coordinato, repentino e con lo spray al peperoncino. Trovarli sarebbe stato come trovare un ago in un pagliaio. Bè noi lo abbiamo trovato, anzi abbiamo trovato diversi aghi in quel pagliaio".

Una banda organizzata

Nelle intercettazioni gli imputati si definivano una "macchina da guerra". Per i pubblici ministeri la banda delle collanine era organizzata ed agiva secondo un piano programmato già prima di entrare nel locale. Si attendeva il momento di massima affluenza e poi quando stava per iniziare l'esibizione dell'artista di turno si spruzzava lo spray e si rubavano catenine ed altri oggetti. "I Ris hanno ricostruito la presenza di capsiceina e diidrocapsaicina nella Lanterna Azzurra - ha detto ancora il pm al giudice - i punti in cui il gas era concentrato, erano i punti esatti in cui sono stati commessi i 3 furti a danno delle 3 vittime e che lo spray era diretto sempre verso l’interno della pista, proprio perché era finalizzato a prendere e scappare verso l’esterno. Ma cos’è questa se non una struttura coordinata in cui si poteva ricoprire un ruolo, fare soldi facili e vivere bene con quei soldi?".

Pronti ad usare anche il teaser: "Poteva essere una Corinaldo 2"

Un fatto che non ha precedenti e supera anche i fatti di piazza San Carlo a Torino per Valentina Bavai che, nella sua parte di requisitoria ha ribadito "l’enormità del danno, del pericolo e la piena consapevolezza rispetto agli eventi di Corinaldo da parte degli imputati. Hanno sempre scelto locali riempiti di ragazzini con minore capacità di reagire ai reati predatori, non si sono fatti scrupoli ad usare lo spray al peperoncino e il teaser elettrico, acquistato da Cavallari su internet, ma intercettato dai carabinieri, che hanno evitato una Corinaldo 2". Già, perché dopo Corinaldo, Cavallari aveva anche pensato bene di comprare un teaser. "E’ un po’ che non giro armato Fra - si ascolta in una intercettazione - prima avevo sempre in auto una mazza da baseball e un piede di porco, lo spray ciao ormai, chi lo vuole dopo quello che è successo? Ma il teaser è bello”. "Vi rendete conto? Che cosa sarebbe potuto succedere se lo avessero usato?» ha chiesto Gubinelli al Gup Paola Moscaroli. Il processo riprenderà a luglio.

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La strage

La sera tra il 7 e l'8 dicembre alla Lanterna Azzurra di Corinaldo prima del concerto di Sfera Ebbasta, morirono schiacciati nella calca 5 minorenni - Mattia Orlandi, Daniele Pongetti, Asia Nasoni, Emma Fabini, Benedetta Vitali - e una giovane mamma, Eleonora Girolimini, mentre altre 200 persone presenti nella discoteca di Corinaldo rimasero ferite in modo più o meno grave.

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