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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Strage di Capaci, il pentito: “Un ex agente conosciuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere piazzò l’esplosivo”

Le rivelazioni ai magistrati di Pietro Riggio sull'attentato che provocò la morte di Falcone e della sua scorta

Un filo che collega il carcere di Santa Maria Capua Vetere alla strage di Capaci, costata la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e ai componenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

A fornire nuove importanti dichiarazioni ai giudici di Caltanissetta è stato Pietro Riggio, 54enne ex agente della polizia penitenziaria e mafioso, collaboratore di giustizia dal 2009. 

I verbali del pentito sono riportati da Salvo Palazzolo di ‘La Repubblica’. Riggio in particolare ha riferito ai magistrati di aver conosciuto un ex poliziotto, “il turco”, nel carcere casertano. “Mi ha confidato di aver partecipato alla fase esecutiva delle strage Falcone, si sarebbe occupato del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo, operazione eseguita tramite l’utilizzo di skatebord”.

Dichiarazioni che hanno sorpreso i magistrati, i quali hanno chiesto al pentito il perché di rivelazioni così tardive. Come riporta ‘Repubblica’, Riggio si è giustificato spiegando il silenzio di questi anni con il timore per la sua vita e quella dei suoi familiari.

Lo stesso Riggio ha poi spiegato ai magistrati che l’ex poliziotto nel 2000, dopo la sua scarcerazione, lo aveva reclutato in una ‘struttura’ dei Servizi Segreti che si occupava della ricerca dei latitanti. Il pentito del clan di Caltanissetta avrebbe dovuto dare una mano anche per la cattura del boss Bernardo Provenzano.

Dichiarazioni che ovviamente vanno accertate: le sentenze emesse ad oggi sulla strage di Capaci localizzano sulla scena dell’esplosione solamente uomini delle cosche mafiose. 

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