Stipendi del clan, sconto per le donne della famiglia Zagaria

Dimezzata la condanna alla sorella del boss: non fa parte dei Casalesi. Pene ridotte alle cognate

Beatrice Zagaria e Francesca Linetti

Beatrice Zagaria, sorella del boss Michele Zagaria, non faceva parte del clan dei Casalesi. E' quanto ha messo nero su bianco la Corte d'Appello di Napoli, presidente Toscano, che ha assolto Beatrice Zagaria dall'accusa di associazione mafiosa rideterminando la pena nei suoi confronti e condannandola a 3 anni di reclusione per ricettazione aggravata dal metodo mafioso in luogo dei 6 anni e 8 mesi inflitti in primo grado. 

I giudici hanno rideterminato la condanna anche nei confronti delle cognate del boss Capastorta, Francesca Linetti (moglie di Pasquale Zagaria), Patrizia Martino (moglie di Antonio Zagaria), Tiziana Piccolo (moglie di Carmine Zagaria) per ricettazione semplice e condannate a 2 anni. Assolta, infine, Paola Giuliano, moglie di Aldo Nobis. 

Secondo la ricostruzione della Dda le donne avrebbero ricevuto gli stipendi mensili, di cui sapevano la provenienza illecita, che avrebbero consentito loro di condurre una vita agiata. Beatrice Zagaria, difesa dagli avvocati Giuseppe Stellato e Ferdinando Letizia, avrebbe svolto un ruolo da trait d'union tra il boss recluso al 41 bis e l'esterno contribuendo al "rafforzamento" del clan attraverso l'erogazione delle mensilità. Ruolo che però nel giudizio d'Appello non le è stato riconosciuto. Nel collegio difensivo sono stati impegnati anche gli avvocati Angelo Raucci ed Imperato.

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