"Lo stalker casertano di Giorgia Meloni è socialmente pericoloso"

La perizia sull'uomo che ha perseguitato la leader di Fratelli d'Italia

La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni

E’ socialmente pericoloso l'uomo di Trentola Ducenta che ha perseguitato la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, con continui messaggi sui social. Dallo scorso 31 luglio, giorno in cui l'uomo è stato fermato, lo stalker si trova ai domiciliari. Ma la misura a lui più idonea sarebbe il Rems, la residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza, una struttura sanitaria per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e ritenuti pericolosi. 

E’ questo il parere del direttore del dipartimento di salute mentale dell'Asl Roma3 e presidente della Società Italiana di Psichiatria della Regione Lazio. Si tratta del perito nominato dalla Prima sezione penale del tribunale di Roma, che ha dovuto valutare le condizioni di Raffaele Nugnes

L'uomo è accusato di aver scritto messaggi minatori dalla sua pagina Facebook, indirizzati a Giorgia Meloni, costituitasi parte civile nel processo. Secondo il perito, che dovrebbe esprimere il proprio parere nell'udienza del 21 aprile (sempre che non venga rimandata per l'emergenza coronavirus), Nugnes "presenta una capacità di intendere e di volere grandemente scemata", come riportato da AdnKronos. Lo stalker sarebbe stato identificato come socialmente pericoloso. L'uomo, che ora si trova ai domiciliari, era stato raggiunto, in precedenza da un foglio di via obbligatorio, che gli vietava di tornare a Roma per due anni, dato che era intenzionato a scoprire dove abitasse la Meloni. 

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La leader di Fratelli d'Italia aveva raccontato di essere venuta a conoscenza dei messaggi minatori solo dopo essere stata avvisata dalla Digos: "Io non l'ho mai incontrato -aveva detto nell'udienza del 29 gennaio scorso - né a Garbatella né in altri posti di Roma. Ma dalla lettura di quei messaggi che mi sono stati segnalati la mia vita è cambiata". La Meloni aveva confessato di essere impaurita, soprattutto per la figlia: "Io vivo spesso fuori casa e il mio stato d'ansia è enormemente cresciuto perché ho dovuto prendere particolari cautele. Non bastava più la baby-sitter per controllare mia figlia".

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