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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Cronaca Marcianise

La spia russa infiltrata in Italia: contatti e tracce portano nel casertano

Dai gioielli al Tarì alle cene con i vertici della Nato. L'inchiesta su Adela Kuhfeldt Rivera

Il business dei gioielli, con la base della sua azienda al Tarì di Marcianise, era il passepartout per entrare nella Napoli che conta. Così, una spia russa del Gru - l'intelligence al servizio del Cremlino - si sarebbe infiltrata tra il personale della base Nato e della VI Flotta statunitense: il vertice operativo del potere militare occidentale in Europa. Lo rivela un'inchiesta pubblicata da Repubblica con il sito investigativo Bellingcat, il settimanale Der Spiegel e The Insider che hanno ricostruito la missione segreta condotta per quasi dieci anni da una donna misteriosa, con un’identità tanto complessa quanto falsa: Maria Adela Kuhfeldt Rivera, presuntamente nata in Perù da padre tedesco. 

La sua identità, però, non era un segreto nel paese sudamericano. "Nell’agosto 2005 un avvocato di Lima ha chiesto il riconoscimento della cittadinanza peruviana per Maria Adela Kuhfeldt Rivera, producendo un certificato di nascita siglato a Callao il 1° settembre 1978 e un attestato di battesimo della parrocchia di Cristo Liberador. Peccato che all’epoca quella chiesa non esistesse: fu costruita soltanto nove anni dopo. L’errore porta le autorità peruviane a respingere la domanda e aprire un’indagine penale", riferisce Repubblica. 

Mosca non se ne preoccupa. Crede che nessuno andrà a controllare in Perù. Nel 2006 viene emesso il passaporto russo. Le viene creata un'identità che per il gruppo investigativo sarebbe fittizia. Lavora come "specialista leader" presso l'Università statale di Mosca e ha vissuto a un indirizzo di Mosca. Ma è dal passaporto che arrivano nuove prove. Il documento rilasciato a "Maria Adela" apparterrebbe a una gamma che il Gru aveva rilasciato per i passaporti nazionali di almeno altre sei spie, incluso un ufficiale incriminato per l'avvelenamento del produttore di armi bulgaro Emilian Gebrev e un altro ufficiale coinvolto nell'avvelenamento di Sergey Skripal. 

Tra il 2009 e il 2011 "Adela" si sposta tra Roma e Malta. Poi fino al 2012 abita a Parigi dove registra la società di gioielleria con il marchio Serein. Nel 2013 si trasferisce in Italia, prima come studentessa, poi come imprenditrice con la Serein. Nel giro di 2 anni cambia tutto: la ditta apre un laboratorio nel centro orafo il Tarì, a Marcianise, ottenendo l’autorizzazione della Questura. Lei si trasferisce a Napoli, in una delle strade più affascinanti di Posillipo, via Manzoni; poi affitta una casa ancora più bella, in via Petrarca, con tanto di terrazza affacciata sulla meraviglia del Golfo.

Così si impone nella vita cittadina, tra eventi e vernissage. Inaugura una "concept gallery" frequentata da vip e volti noti. Viene accettata nel Lions Club “Napoli Monte Nuovo”, un club molto particolare: è stato fondato dagli ufficiali della base Nato di Lago Patria, persino il logo ricalca il simbolo marziale della Allied Joint Force. I soci sono praticamente tutti militari, impiegati e tecnici dell’Alleanza Atlantica o della VI Flotta statunitense. Così allaccia rapporti con gli ufficiali Nato ma anche con pezzi grossi tra cui l’allora Data Systems Administrator del quartier generale atlantico.

Feste, cene, viaggi. Tutto dura fino al 2018 quando "Adela" sparisce. Nel novembre di quell'anno l'ultimo post: "E la verità che devo finalmente rivelare. Stavo provando di nascondermi da me stessa, in qualche momento ci sono riuscita! Adesso i capelli stanno crescendo dopo il chimo, corti corti ma ci sono... Mi manca tutto, però sto provando di respirare. Almeno imparare di farlo. Grazie a tutte le persone chi in questi 5 mesi non hanno smesso di "bombardarmi" con i messaggi !!!! Love you!!!!".

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"La nostra inchiesta non è riuscita a ricostruire quali informazioni siano state ottenute dalla spia, né se sia stata capace di seminare virus informatici nei telefoni e nei computer dei suoi amici. E’ però entrata in contatto con figure chiave della Nato e della Marina Usa: nessun agente russo era mai riuscito a penetrare così in profondità il vertice dell’Alleanza atlantica", si legge su Repubblica. 


 

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