Spartacus Reset, Ponticelli assolto dopo Appello 'bis'

L'inchiesta sul libro mastro del gruppo Schiavone. I giudici annullano condanna a 1 anno e mezzo

La decisione della Corte d'Appello

Assolto dopo l'appello bis Mirko Ponticelli, 34enne di Castel Volturno affiliato al clan dei Casalesi, per il reato di associazione a delinquere ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. É quanto sancito dalla VI Sezione penale della Corte di Appello di Napoli dinanzi alla quale era il processo era tornato dopo l'annullamento da parte della Cassazione di una precedente condanna a 1 anno e 6 mesi.

Ponticelli venne coinvolto nell'inchiesta "Spartacus Reset" della Dda di Napoli che decapitò il gruppo Schiavone del clan dei Casalesi. Un'operazione effettuata all'alba del marzo 2015 che portò a ben 42 arresti tra le province di Caserta, Napoli, Avellino, Benevento, Terni, L'Aquila, Lecce, Cosenza, Cuneo, Prato, Frosinone, Trapani e Taranto per associazione a delinquere, detenzione ed uso illegale di armi, ricettazione ed estorsione. Reati aggravati dalle modalità mafiose.

L'inchiesta portò alla luce la riorganizzazione della fazione Schiavone che aveva individuato come reggente Carmine, il figlio del superboss dei Casalesi Sandokan. Dalle indagini degli uomini dell'Arma emerse come il clan avesse costituito una cassa comune per il pagamento degli stipendi agli affiliati sia della propria fazione sia dei gruppi di Zagaria e Iovine. Un libro mastro dove venivano annotati nomi e percentuali che variavano gerarchicamente. Agli affiliati reclusi veniva versato uno 'stipendio' mensile che oscillava da 1500 e 2500 euro. Le somme erano i proventi delle estorsioni su attività  private e lavori pubblici.

Ponticelli, difeso dall'avvocato Ferdinando Letizia, era ritenuto l'anello di congiunzione tra il gruppo di estorsori ai danni dei lidi del Litorale Domizio, parcheggiatori abusivi e locali commerciali a Castel Volturno, ed i vertici del clan. In Appello, nel 2016, venne condannato ad un anno e sei mesi di reclusione. Il suo legale presentò nel 2018 ricorso in Cassazione. La corte romana annullò la sentenza disponendo un nuovo processo in appello a carico di Ponticelli. La difesa ha evidenziato "il vuoto motivazionale" in merito alla perduranza della condotta associativa nel periodo successivo al 2013, epoca in cui venne emessa la sentenza di condanna in primo grado che intorrompe così giuridicamente la protrazione del delitto di partecipazione all'organizzazione camorristica.

Nonostante l'assoluzione per il reato associativo, Mirko Ponticelli è attualmente detenuto presso la casa circondariale di Saluzzo dove sta espiando gli ultimi 10 mesi di una condanna a 6 anni di reclusione inflittagli dal Tribunale di Bologna per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

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