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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Spari e sassi contro i sindaci: 5 intimidazioni nel casertano

Quattro comuni coinvolti nel dossier di Avviso Pubblico: "Enti sciolti sono terreno fertile"

Nel 2021 in provincia di Caserta si sono verificati cinque casi di intimidazioni e minacce ad amministratori locali o aspiranti tali in 4 Comuni: Orta di Atella, Casal di Principe, Trentola Ducenta e Villa di Briano. Emerge dal dossier di "Avviso Pubblico" - presentato insieme al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese - che ha registrato a livello nazionale 438 gli atti intimidatori, di minaccia e violenza (-6% rispetto al 2020, quando furono 465) rivolti nel corso dell’anno 2021 contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della Pubblica amministrazione, registrati da Avviso Pubblico in tutto il Paese.

Da Orta a Casal di Principe: i casi casertani

Due i casi segnalati da "Avviso Pubblico" nel dossier "Amministratori sotto tiro". Una riguarda l'intimidazione subita da Domenico Damiano, candidato sindaco ad Orta di Atella, che si ritirò dalla competizione elettorale dopo che venne lanciato contro la sua finestra di casa un sanpietrino. Damiano, nel ritirare la propria candidatura, aveva denunciato "la presenza ingombrante della criminalità organizzata nel nostro territorio". Nel complesso, riferisce il report di Avviso Pubblico, i candidati minacciati rappresentano il 9% del totale a livello nazionale.

Altro caso - tra i 20 simbolo in Italia - quello accaduto il 3 settembre dell'anno scorso a Casal di Principe quando vennero esplosi, probabilmente con una pistola a gas, colpi contro Casa don Diana,  presidio di legalità a Casal di Principe in un bene confiscato a un camorrista, e sono
partiti da un altro bene confiscato lì vicino. L’intimidazione si è verificata tre giorni dopo le dimissioni del sindaco – poi rientrate – Renato Natale.

A livello nazionale la Campania si conferma – ininterrottamente dal 2017 – la regione in cui sono state registrate il maggior numero di intimidazioni a livello nazionale, con 72 casi, pur facendo segnare un calo del 15% rispetto al 2020. Seguono Sicilia e Calabria rispettivamente con 51 e 45 casi. In Campania spiccano i 45 episodi accaduti a Napoli mentre 17 sono quelli in provincia di Salerno, 4 ad Avellino e 1 a Benevento.

Montà: "Comuni sciolti terreno fertile per intimidazioni" 

"I comuni sciolti, come vediamo dal Rapporto, sono terreno fertile per atti di intimidazione violenta. Questo deve essere oggetto di una riflessione, anche all’interno dell’Osservatorio ministeriale sugli atti intimidatori, per produrre una revisione dello strumento dello scioglimento e intervenire sulla dimensione della violenza che aggrava la fragilità democratica di quei territori colpiti da misure di scioglimento" ha dichiarato il Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà in apertura del suo intervento. "Il rapporto testimonia alcuni elementi di fragilità della democrazia che devono essere frutto di attenzione da parte delle istituzioni a tutti i livelli. E qui si inserisce il tema dell’astensionismo dilagante che registriamo in occasione delle Elezioni amministrative – ha continuato Montà – Una condizione determinata anche dal fatto che fare l’amministratore oggi è estremamente difficile. Un sindaco sa che ha una buona probabilità di essere oggetto di atti intimidatori. E questa di per sé è già una buona ragione che allontana dall’amministrazione della cosa pubblica. A questo si somma il tema dei social network, che ha una dimensione pericolosa perché colpisce l’ambito reputazionale, la credibilità personale e professionale dell’amministrazione. E di fatto scoraggia chi si vuole mettere al servizio della cosa pubblica. Meno persone quindi si impegnano, meno persone vanno a votare, più aumenta il rischio che i posti lasciati vuoti vengano occupati da elementi criminali che determinano poi la vita di tutti noi", ha concluso il Presidente Montà.

Lamorgese: "Non esitate a denunciare"

L’incontro si è concluso con l’intervento del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che dopo aver ringraziato Avviso Pubblico per questa annuale occasione di confronto che dà seguito anche agli incontri avuti negli scorsi mesi con il tavolo dell’Osservatorio sugli Amministratori minacciati del ministero, ha dichiarato: "Gli atti intimidatori contro gli amministratori locali sono la negazione dei principi democratici. Un atto intimidatorio a un amministratore locale non ha una sola vittima ma attenta al nostro vivere civile, alle nostre comunità, alla rappresentanza politica delle istituzioni. Il ricorso alla violenza intimidatrice è sempre da ripudiare, in ogni sua forma, e lo è tanto più quando essa pretende di condizionare la dialettica democratica andando a sostituirsi alle forme naturali di dialogo fra gli elettori e gli eletti, che sono innanzitutto il voto, ma anche gli strumenti di partecipazione e consultazione previsti da leggi, statuti e regolamenti. La complessità del fenomeno Amministratori sotto tiro può essere efficacemente affrontata solo con un’azione sinergica di tutte le istituzioni coinvolte", ha dichiarato la titolare del Viminale sottolineando che il ministero dell'Interno è in prima linea nella strategia di prevenzione e di contrasto al fenomeno. "In conclusione credo di poter affermare - ha detto la Lamorgese - che sentiamo tutti la responsabilità di perseguire un comune obiettivo, ovvero restituire serenità a chi, specie nei comuni più piccoli, svolge un servizio fondamentale per la vita della propria comunità, ma non deve essere costretto a vivere quel servizio come un gesto di eroismo o di sacrificio ai limiti dell’autolesionismo. Allo stesso tempo, bisogna scongiurare il rischio che un clima di intimidazioni disincentivi la partecipazione e l'impegno pubblico dei cittadini, i quali invece devono poter mettere le loro competenze e il loro entusiasmo a disposizione della comunità, candidandosi a ruoli di amministrazione attiva senza che questo debba implicare ripercussioni insostenibili sulla propria vita personale o professionale. Non esitate a denunciare qualunque tentativo di intimidazione - ha concluso il ministro dell’Interno affermando che - la denuncia è la strada maestra per difendere voi ma anche la libertà di tutti noi".

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