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Gli arresti dei carabinieri

Gli arresti dei carabinieri

Spari contro imprenditore e la moglie durante la rapina: 2 arresti

I carabinieri chiudono il cerchio sulla banda ed ammanettano la coppia di basisti

Hanno fornito il loro apporto come basisti della rapina ai danni di un imprenditore e della moglie avvenuta in via Stellato a San Prisco lo scorso mese di marzo e durante la quale furono esplosi anche colpi di pistola. Per questo motivo sono stati arrestati dai carabinieri Domenico Aruta, 32 anni, e Gaetano Ussorio, 43 anni, che insieme ad altre due persone, arrestate in flagranza di reato, hanno messo a segno il raid. 

I carabinieri, a distanza di quasi 4 mesi dal colpo, sono riusciti a chiudere il cerchio sulla banda grazie all'analisi dei tabulati telefonici e dai contenuti di un cellulare sequestrato nell'immediatezza dei primi arresti riuscendo a risalire alla coppia di basisti che hanno fornito un contributo decisivo per la realizzazione della rapina. I giudici per le indagini preliminari di Napoli e Cassino hanno condiviso l'impianto probatorio raccolto dai militari dell'arma ed hanno accolto la richiesta cautelare per i due. Aruta è stato ristretto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico mentre Ussorio è finito in carcere. 

Secondo quanto accertato dai carabinieri i due autori della rapina, Gennaro Musto, 29enne di Marano di Napoli e Ferdinando Davide, 42 anni di Napoli, entrambi arrestati subito dopo il raid, in sella ad uno scooter Sh avevanp affiancato la vettura, una Bmw, in via Stellato a San Prisco intimando all’imprenditore, 67enne di Caserta che opera nel settore edile, di aprire lo sportello e consegnare soldi e gioielli. Al secco ‘no’ della vittima, i due rapinatori avevano estratto una pistola e sparato tre colpi: uno verso l’asfalto, un secondo contro l’auto, che per fortuna non ha raggiunto le vittime, e un terzo in aria.

Dopo una breve colluttazione le vittime consegnarono ai due malviventi la borsa della moglie, 66enne, contenente monili in oro e un orologio di marca dall’imprenditore, del valore di circa 30mila euro. La refurtiva è stata recuperata dai carabinieri e riconsegnata alle vittime.

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