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I carabinieri sequestrarono l'arma

I carabinieri sequestrarono l'arma

Spari dopo la lite col vicino ex politico, condanna "mini" per 43enne

Il giudice ha inflitto una pena di 1 anno e 4 mesi a fronte di una richiesta a 6 anni avanzata dalla Procura

Condanna mini per Salvatore Salzillo, 43enne di San Cipriano d'Aversa, che lo scorso luglio venne tratto in arresto dopo una lite con il vicino ex politico dove venne brandito un fucile clandestino da cui vennero esplosi due colpi di arma da fuoco. Il Gup Maria Gabriella Iagulli del Tribunale di Napoli Nord ha inflitto al 43enne la pena di un anno e 4 mesi di reclusione per la sola detenzione di arma clandestina assolvendo l'imputato dalle accuse di lesioni con arma e porto abusivo dell'arma da fuoco.

Accolte quasi totalmente le tesi del difensore di Salvatore Salzillo, l'avvocato Paolo Caterino, che hanno portato una pena fortemente ridotta a fronte di una richiesta di condanna avanzata dal pm a sei anni di reclusione. La notte del 20 luglio scorso in via Vivaldi a San Cipriano d'Aversa venne rotta dall'esplosione di due colpi d'arma da fuoco partiti da un fucile clandestino modello Franchi calibro 12 con matricola abrasa brandito da Salvatore Salzillo che cercò di sparare contro L. C., ex politico sanciprianese arrestato nel 2018 ad Aversa per omicidio stradale.

Tempestivo fu l'intervento del fratello dell'ex politico che bloccò Salzillo evitando che si consumasse una tragedia. Spostò la canna del fucile che puntava dritto verso il fratello direzionandola verso l'alto. Partirono due colpi nel tentativo di disarmare l'aggressore che svegliarono l'intero vicinato con l'avviso alla locale stazione dei carabinieri. I militari di San Cipriano d'Aversa nel bel mezzo della notte trovarono al loro arrivo riverso al suolo di via Vivaldi, l'ex politico alticcio e sanguinante per la colluttazione che si era innescata tra i tre che  venne trasportato all'ospedale Moscati di Aversa con lesioni non riconducibili ai colpi d'arma da fuoco giudicate guaribili in 10 giorni.

Il fratello dell'ex politico spiegò ai carabinieri la dinamica della lite innescatasi per futili nel bel mezzo dei fumi dell'alcol. Salvatore Salzillo dopo la lite si recò presso la propria abitazione dove venne raggiunto dai militari di San Cipriano che rinvennero occultato su un terrazzo sopraelevato di pertinenza dell'abitazione di Salzillo il fucile clandestino con matricola abrasa utilizzato per compiere l'intento delittuoso. Con l'accusa di detenzione illecita e porto abusivo di arma clandestina scattarono per il 43enne le manette ai polsi.

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