Il "finto" soldato che giocava a fare l'eroe di pace

Lamonica girava in mimetica e con armi giocattolo per la città. Gli amici: "Non avrebbe fatto male a nessuno"

La Monica ferito è stato soccorso all'interno del bar

Sul suo profilo Facebook campeggiano diverse foto in divisa, con tanto di mimetica ed elmetto. Boschi, luoghi esotici, ruderi in ambienti all'apparenza desertici. A chi non lo conosceva poteva anche apparire credibile e raccontava a tutti le sue avventure in missioni di pace, nei più disparati teatri operativi in cui è impegnato l'Esercito Italiano. Tutto, però, era frutto della sua immaginazione. 

Gianfranco Lamonica, il 41enne rimasto ferito dopo una sparatoria in via Vescovo Natale, nel cuore del rione Tescione, il militare lo ha fatto solo per un anno, tra il 1996 ed il 1997. I famosi 365 giorni di leva, come quelli fatti da tanti per diverse generazioni. Un periodo che in lui ha lasciato il segno, al punto da restare letteralmente affascinato dal mondo in divisa, dalle armi, da tutti quegli strumenti di precisione come l'orologio tattico o altri aggeggi utilizzati dai militari, quelli veri, nel corso delle loro missioni all'estero. 

Lamonica era un esaltato, nel popoloso quartiere casertano si faceva chiamare "Il sergente". Un collezionista di armi (quasi tutte finte e che spesso portava con sè per mostrarle) che giocava a fare il soldato, indossando la mimetica con la quale spesso si vedeva girare per la città. Giocava con alcuni amici a softair, partecipando anche a tornei, nulla di più. Proprio con una pistola da softair stamattina ha fatto irruzione al bar, prima che la polizia, credendo che quell'arma fosse vera, gli sparasse. 

Chi conosce Lamonica ne parla come una persona che, sia pure con qualche problema legato all'abuso di alcol, non avrebbe fatto del male a nessuno. Se ci fosse stato qualcuno che lo conosceva, probabilmente, non si sarebbe arrivati a tanto, non ci sarebbero stati spari ed un ferito. 

Lamonica è disoccupato e viveva ancora con la madre. Da quanto si dice di lui era rispettoso dell'ambiente ed anzi, si arrabbiava con chi vedeva insozzare le strade casertane. Era molto conosciuto a Caserta, soprattutto nella zona del centro storico. 

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