Spari e terrore nel bar: il 'Sergente' colpito da tre proiettili dopo aver sfidato i poliziotti

Gianfranco Lamonica, 41 anni, ha creato il caos con un'arma softair priva di tappo rosso. All'arrivo degli agenti gli ha puntato la pistola contro. Le sue condizioni sono stabili

Le fasi della sparatoria: dall'arrivo della polizia ai soccorsi al ferito nel bar

La divisa dell'esercito, indossata solo per un anno, tra il 1996 ed il 1997 per il servizio di leva, non l'ha mai smessa al punto che nel rione Tescione tutti lo conoscevano come "il sergente".  

Stamattina Gianfranco La Monica, casertano disoccupato di 41 anni, ha aperto il suo armadio ed indossato quella mimetica, i cui colori si sono stinti per l'effetto del tempo. Un pantalone ed una camicia militare con una maglia verdone indossata sotto. Poi ha preso la sua pistola da softair, un’arma giocattolo, perfetta riproduzione di un’arma vera, ed è sceso in strada. Ad attenderlo non c'era nessuna caserma. C'era un bar di via Ruggiero, a due passi dalla scuola di polizia. “Lavoro in un’associazione qui vicino – dice un giovane – Vado a pranzare lì e spesso lo incrocio. Mi hanno detto che ha bevuto qualche birra, poi è andato via”.

L'ARRIVO DELLA POLIZIA, GLI SPARI ED I SOCCORSI I VIDEO

Ha svoltato l’angolo e si è diretto verso via Vescovo Natale, nel cuore del rione Tescione, con la pistola in pugno. Simulava di scarrellare, di inserire il colpo in canna, poi ha iniziato a puntare l’arma contro i passanti che terrorizzati, alla vista di quell’uomo armato, fuggivano a gambe levate cercando riparo. Qualcuno ha allertato la polizia che prontamente è giunta sul posto.

Il 41enne si era barricato in un bar, minacciando i titolari ed i clienti, alcuni dei quali alla vista della pistola hanno prontamente raggiunto l’uscita dandosi alla fuga. Gli agenti della Questura di Caserta hanno intimato a quell’uomo di arrendersi: “Gianfrà, butta la pistola ed esci con le mani alzate”. Un avvertimento reiterato una, due, tre volte. La tensione si tagliava con il coltello, come un duello di un film western.

IL FINTO SOLDATO CHE SI SPACCIAVA PER EROE DI PACE

La Monica ha puntato l’arma, priva di ogni segno distintivo per essere riconosciuta quale arma giocattolo, all’indirizzo dei poliziotti che, a quel punto, hanno aperto il fuoco. Sono stati esplosi 4 colpi, 3 dei quali hanno attinto il 41enne alle braccia ed alle gambe. E’ finito a terra in una pozza di sangue, tra le grida dei presenti. Solo così sono riusciti a bloccare il 41enne che, qualora quella pistola fosse stata vera, avrebbe potuto commettere una vera e propria strage.

In via Vescovo Natale, nel giro di pochi istanti, è giunta un’ambulanza. Il personale del 118 ha soccorso l’uomo all’interno del bar per fermare il sangue. Una volta stabilizzata la situazione La Monica è stato trasportato al vicinissimo ospedale Sant’Anna e San Sebastiano. Le sue condizioni, stando a quanto trapela dai medici, non sono critiche. A quanto pare non è in pericolo di vita, nonostante le evidenti ferite sul suo corpo.

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