Reddito di cittadinanza usato per comprare la droga: 16 arresti

Lo spaccio avveniva "porta a porta" anche durante il lockdown. Una minorenne faceva da intermediaria

(foto di repertorio)

Spaccio di droga "porta a porta" durante il lockdown e reddito di cittadinanza utilizzato per comprare lo stupefacente. E' quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Avellino culminate questa mattina nell'esecuzione di 19 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati per detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione. Coinvolti anche diversi residenti in provincia di Caserta.

Gli arresti

Il gip di Avellino ha disposto il carcere per 3 indagati (un 24enne, un 47enne e un 53enne tutti di Avellino), gli arresti domiciliari per altri 13 (di età compresa tra i 20 e i 65 anni, residenti in Irpinia e nelle province di Caserta e Salerno) e per i restanti 3 l'obbligo di dimora.

Lo spaccio "porta a porta" durante il lockdown

Le indagini hanno permesso di fare luce su circuiti di spaccio di droga attivi anche durante il lockdown, con la consegna "porta a porta" dello stupefacente. Alcuni soggetti coinvolti nell'indagine attendevano di percepire il reddito di cittadinanza per acquistare lo stupefacente: in particolare alcuni tossicodipendenti, non disponendo di denaro contante per far fronte al pagamento della dose, si impegnavano a estinguere il debito non appena ricevuto l'accredito del beneficio.

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Una minorenne faceva da intermediaria

Dalle intercettazioni è emerso inoltre il linguaggio criptico utilizzato per nascondere l'attività di spaccio che avveniva anche con l'impiego di una minorenne quale intermediaria: fili elettrici, prosciutto crudo, prosciutto cotto, birra e caffè sono solo alcune delle parole utilizzate per fare riferimento allo stupefacente. Gli investigatori hanno infine individuato in Irpinia tre laboratori artigianali dove, con attrezzature rudimentali, veniva sintetizzata la cocaina per la produzione di crack.

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