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Cronaca

Cocaina nascosta nella farina, pizzaiolo confessa: "Dopo pandemia ero disperato"

Convalidato il fermo del professionista dell'impasto. Il giudice lo lascia ai domiciliari

Resta agli arresti domiciliari il pizzaiolo casertano arrestato dalla polizia per spaccio di cocaina all'interno del locale dove lavorava. E' stata questa la decisione del gip Alessia Stadio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha convalidato il fermo del professionista dell'impasto.

L'uomo, 54 anni, nel corso dell'interrogatorio di garanzia ha ammesso gli addebiti contestati ma ha anche provato a fornire una giustificazione alla sua condotta. Nel 2020, in seguito alla pandemia ed a problemi economici, è stato costretto a vendere un'attività di parking auto nel Capoluogo ed ha iniziato a lavorare come pizzaiolo in un locale, attività già svolta precedentemente. Ma i debiti dell'emergenza pandemica non erano ancora appianati e lo stipendio non bastava. Così ha deciso di spacciare droga. Al termine dell'udienza di convalida il suo legale, l'avvocato Gerardo Marrocco, ha annunciato istanza di permesso a lavoro presso un'altra pizzeria. Istanza su cui poi dovrà decidere comunque il magistrato. 

Il 54enne era stato arrestato nella serata di giovedì. In seguito a servizi di osservazione svolti dalla Squadra Mobile di Caserta, che aveva notato un insolito andirivieni dall'interno della pizzeria, era scattato il blitz che aveva portato a rinvenire, occultato nella farina sotto il banco di lavorazione della pizza, un involucro arancione - come quelli che contengono le sorprese negli ovetti - all'interno del quale c'erano 11 dosi di cocaina. Ulteriore sostanza stupefacente veniva rinvenuta anche nei pressi della postazione dove era stipata la legna da ardere per il forno. Complessivamente nel corso dell'operazione sono stati sequestrati 6 grammi di 'polvere bianca'. 

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