Spaccio di droga, Orefice: "Non avevo nessun collaboratore"

Al via gli interrogatori della banda dello spaccio attiva tra San Nicola e San Marco

Giuseppe Orefice

Al via gli interrogatori per la rete di spaccio tra San Nicola la Strada e San Marco Evangelista. Stamattina sono sfilati dinanzi al gip Linda Comella alcuni degli indagati arrestati nella maxi retata dei carabinieri. 

Piatto forte di giornata l'interrogatorio di Giuseppe Orefice, ritenuto affiliato al clan Belforte e capo della banda. Orefice, di fatto, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha reso dichiarazioni spontanee specificando come l'attività di spaccio di droga sia stata svolta esclusivamente da lui che non si sarebbe avvalso di alcun collaboratore. Ha reso dichiarazioni anche Paolo Crisci mentre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Marco Luise, Vincenzo Masella, Francesco Massaro e Daniela Rendano. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Nello Sgambato e Giuseppe Foglia. 

Secondo gli inquirenti Giuseppe Orefice, grazie anche al benestare del clan Belforte, era il promotore dell’associazione che operava su San Nicola La Strada provvedendo sia alla direzione sia all’organizzazione relativa all’approvvigionamento dello stupefacente. Al contempo si occupava di rifornire, a sua volta, Giovanni Capuano che gestiva la “piazza di spaccio” di San Marco Evangelista. 

Coloro che invece raccoglievano il denaro e quindi coordinavano l'attività di spaccio erano Marco Luise e Raffaele Solla. Luise, in particolare, era colui che, con la collaborazione della moglie Immacolata Gargiulo, recuperava le somme per l’acquisto di droga nel napoletano con l’intermediazione del cognato di quest’ultima, Salvatore Marino. Solla invece, provvedeva al coordinamento dell’attività di spaccio distribuendo lo stupefacente ai vari pusher. 

Il principale fornitore di droga è stato per tutti questi anni Antonio Scotto, contiguo al clan Licciardi di Secondigliano, che parlava direttamente con Salvatore Marino. Gli spacciatori che operavano sulla piazza di San Nicola la Strada invece erano Vincenzo Masella, Daniela Rendano, Francesco Papaianni, Shauni Solimando e Joseph Parisi. Che operavano sotto la guida di Orefice. Dopo l'arresto di quest'ultimo ci fu praticamente una 'rottura' dei rapporti con Scotto di Secondigliano e quindi l'attenzione si spostò su Salvatore Terlizzi, che operava sull’area di Napoli. Il finanziatore degli acquisti di stupefacente era Francesco Massaro, titolare di un chiosco su San Nicola La Strada. 

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Per quello che riguarda invece lo spaccio di stupefacenti al dettaglio su San Marco Evangelista, era tutto sotto la 'direzione' di Giovanni Capuano. Allo spaccio provvedevano “i ragazzi di Piazza Cantone”, ovvero Jamal Draif, Alessio Geniale, Vincenzo Guida, Domenico Amoroso e Vincenzo Principio. Su Caserta invece c'era Paolo Crisci che gestiva l'attività di spaccio approvvigionandosi da Orefice.

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