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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Spacciatori traditi dal 'libro mastro': 12 condanne con lo sconto in Appello

Tutti gli imputati hanno proceduto con il concordato nel secondo grado di giudizio

Dodici condanne con lo sconto in seguito al concordato in Appello. La terza sezione della corte partenopea ha rideterminato le pene nei confronti di altrettanti imputati coinvolti in una maxi inchiesta sul traffico di stupefacenti che avveniva prevalentemente a Caserta. 

I nomi e le condanne

I giudici, tagliando la pena disposta all'esito del primo grado, hanno inflitto: 12 anni e 6 mesi per Andrea Zampella, di Caserta; 5 anni per sua moglie Marlena Mazgaj, 23enne di Caserta; 7 anni e 1 mese per Ivan Martucci di Caserta; 6 anni e 9 mesi per Antonio Minutillo, 47 anni di Caserta. E ancora 5 anni per Annalisa Pisani, 25 anni di Caserta; 4 anni e 9 mesi Francesco Pisanti, 51 anni di Maddaloni; 4 anni e 9 mesi per Giorgio Monteforte, 39 anni di Maddaloni; 2 anni e 11 mesi in continuazione per Raffaele Caccia, 30 anni di Castello di Cisterna; 3 anni in continuazione per Savino De Fazio, 39 anni di Cerignola; 1 anno e 9 mesi per Luigi Piscitelli, 35 anni di Maddaloni; 2 anni e 8 mesi per Ciro De Filippo di Napoli. Pena riformata anche per Francesco Martucci, 31enne di Caserta. Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Nello Sgambato, Giuseppe Foglia, Annibale Bove, Aldo Tagliafierro, Michele Ferraro, Sergio Ricca, Michele Sanseverino, Alfonso Schiavone, Salvatore Operetto e Marianna Febbraio.

L'indagine partita dal 'libro mastro'

Gli imputati sono accusati di aver creato un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, particolarmente attiva tra i comuni di Caserta e Maddaloni, con propaggini anche in territorio foggiano. A far scattare le indagini era stato il sequestro del libro mastro rinvenuto dalla polizia nel corso di un controllo su strada all'interno di una Bmw in uso ad uno degli imputati. Nella circostanza gli agenti trovarono - in un doppio fondo nel cofano - la somma di 22mila euro.

Lo spaccio nel rione

L’indagine ha così progressivamente delineato l’esistenza di un’organizzazione criminale con ripartizione di compiti distribuiti in senso “orizzontale” ma con la presenza di un vertice indiscusso rappresentato da Zampella che si occupava sia dell'approvvigionamento, mantenendo i contatti con i fornitori, sia del successivo spaccio insieme ai suoi sodali. Una vendita che veniva svolta h24 anche con lo smercio di stupefacenti - hashish, cocaina e crack in particolare - che avveniva in forma itinerante. Almeno 54 gli episodi di cessione di stupefacenti certificati dagli inquirenti. La base logistica è stata individuata all’interno di un rione popolare di Caserta.

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