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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Spaccio di droga dei Belforte a Milano, inflitti 170 anni di carcere

Fra le imputazioni anche estorsioni, usura, ricettazione, riciclaggio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione di falso in atto pubblico.

Inflitti 170 anni di carcere per i 19 imputati coinvolti nell'inchiesta per lo spaccio di droga per i Belforte a Milano. E’ stata questa la decisione del gup Giovanni Vinciguerra del tribunale di Napoli nel corso del processo celebrato con rito abbreviato. Il gup ha condannato a 15 anni di reclusione Giovanni Buonanno; a 14 anni Giuseppe Giacomo Salzillo; a 8 anni Francesco Edattico; a 7 anni e 4 mesi di reclusione Giacomo Colella, Pasquale Merola, Giampaolo Barbiero; a 7 anni Giovanni Porzio e Giovanni Porzio; a 6 anni e 8 mesi Edoardo Rocchi; a 6 anni Raffaele Sellitto; a 5 anni di reclusione Antimo Zarrillo; a 4 anni e 8 mesi Yudi Patricia Cubilla; a 4 anni e 6 mesi Carmine Farro; a 4 anni e 4 mesi Caterina Iuliano e Antimo Bucci; a 4 anni di reclusione Cristian Michele Barbieri; a 2 anni e 8 mesi di reclusione Giulio Angelino.

Nella sua requisitoria il sostituto procuratore Luigi Landolfi della Dda di Napoli invocò 284 anni di carcere. Gli imputati sono a processo per associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti che avrebbe avuto ramificazioni anche a Milano e che sarebbe legata al clan Belforte. Alcuni avrebbero commesso, inoltre, estorsioni, usura, ricettazione, riciclaggio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione di falso in atto pubblico. In particolare avrebbero cercato di combinare un falso matrimonio tra un cittadino italiano ed una cittadina straniera previo compenso, con lo scopo di far ottenere il permesso di soggiorno e successivamente la cittadinanza italiana. Infine, c'è l'accusa di oltraggio alla giustizia, perché Giovanni Buonanno avrebbe minacciato reiteratamente Claudio Buttone, collaboratore di giustizia, utilizzando nei confronti della persona offesa l’influenza criminale e la conseguente condizione di assoggettamento omertoso derivante dalla organizzazione camorristica denominata “clan Belforte”. Tale condotta veniva posta in essere al fine di indurre lo stesso Buttone a rendere false dichiarazioni nell’ambito del dibattimento che si stava svolgendo dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli in relazione all’omicidio di Andrea Biancur, nel quale Giovanni Buonanno era imputato.

Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Andrea Piccolo, Nicola Musone, Francesco Liguori, Alessandra Silvestri, Giulia Mancini, Carmen De Meo, Pasquale Acconcia, Francesco Virgone, Alberto Brazzi, Vincenzo Strazzullo, Ettore Traini, Alberto Beltrami, Giuseppe Foglia, Guglielmo Ventrone, Angelo Raucci, Salvatore De Blasio, Carmine Somma, Marco Natale, Gabriele Amodio, Angelica Ruggiero, Alfredo Sorbo.

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