Spacciano cocaina e crack, arrestati 4 fratelli

Sequestrati anche 7mila euro in contanti e 3 autovetture utilizzate per recapitare la droga ai clienti

(foto di repertorio)

Il reparto territoriale dei Carabinieri di Mondragone ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, nei confronti di Ciro Milo (29enne), Rosario Milo (34enne), Giuseppe Milo (43enne) e Gaetano Milo (42enne), tutte persone residenti in Mondragone. Il provvedimento cautelare è stato applicato agli indagati perché ritenuti responsabili di aver detenuto e ceduto a terzi cocaina e crack.

Le indagini dei carabinieri

Le indagini, dirette dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, sono state delegate e svolte dai militari dell'Arma nel periodo tra il settembre 2017 fino al luglio 2018, nonché dal successivo dicembre 2018 fino a febbraio 2019. Attraverso una prolungata e proficua attività d'intercettazione, telefonica ed ambientale, seguita da servizi di osservazione e controllo espletati anche tramite l'ausilio di impianti di videoregistrazione installati innanzi all'abitazione dei fratelli Milo, nonché nei principali punti ove gli stessi erano soliti incontrare gli acquirenti per le cessioni di sostanza stupefacente, è stato possibile accertare la sistematica attività di spaccio svolta dai quattro fratelli, il tutto decriptando il linguaggio utilizzato per le negoziazioni con gli acquirenti, accordi intercorsi anche utilizzando un unico apparecchio telefonico "dedicato" alla gestione dell'attività di spaccio, utilizzato in modo promiscuo dagli indagati. E' stato così possibile ricostruire decine di cessioni di sostanza stupefacente effettuate dai fratelli Milo.

Sequestrati soldi e tre autovetture

Contestualmente all'applicazione delle misure cautelari, è stato anche eseguito il sequestro preventivo del profitto (diretto e per equivalente) tratto dalle cessioni di stupefacente, denaro rinvenuto, nella disponibilità dei fratelli Milo, all'interno della loro abitazione, per una somma individuata pari ad 7.000 euro; è stato inoltre disposto ed eseguito il sequestro preventivo di tre autovetture abitualmente utilizzate dagli indagati per recapitare lo stupefacente ai loro stabili clienti, nei luoghi deputati per le consegne.

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