Fiumi di cocaina con il permesso del clan: 10 condanne

Il gup Ciollaro ha inflitto 60 anni di cella per i due gruppi. Il monopolio dello spaccio grazie all'accordo con i Casalesi

Dieci condanne per lo spaccio di droga a Castel Volturno con il placet del clan dei Casalesi, in particolare della fazione Bidognetti.

Il gup Ciollaro del tribunale di Napoli, all'esito del giudizio con abbreviato, ha inflitto 12 anni e 5 mesi per Rosa Grazia Castagna, di 38 anni; 10 anni per Luigi Marino, di 43 anni; 5 anni per Giorgio Piccirillo, di 36 anni, al quale è stata riconosciuta l'attenuante della lieve entità; 5 anni e 4 mesi per Margherita Spada, di 54 anni; 5 anni per Antonio Spinelli, di 43 anni; 5 anni e 6 mesi per Francesco Raffone, di 58 anni; 3 anni e 8 mesi per Esterina Spinelli, di 32 anni, a cui è stata riconosciuta la lieve entità dello spaccio; 5 anni per Simona Spampinato, di 40 anni; 5 anni per Alfredo Antonucci; 4 anni per Salvatore Folino, 41 anni. Hanno retto parzialmente le tesi delle difese con pene sensibilmente inferiori alle richieste della Dda. Nel collegio difensivo sono stati impegnati, tra gli altri, gli avvocati Mirella Baldascino, Nando Letizia e Paolo Caterino.

Le indagini, svolte dai carabinieri e coordinate dalla Dda, hanno svelato l’esistenza e l’operatività di due distinte associazioni per delinquere finalizzate allo spaccio di cocaina. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, entrambe le organizzazioni avrebbero avuto sede logistica a Castel Volturno ed operato nel tempo sulla base di una sorta di autorizzazione allo svolgimento dell’attività di vendita di stupefacenti - in regime di monopolio nelle zone di rispettiva competenza - rilasciata dal clan dei Casalesi (fazione Bidognetti) in cambio del versamento di un corrispettivo in denaro periodico in favore dell’organizzazione camorristica. 

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Per eludere le indagini il gruppo criminale utilizzava un linguaggio in codice. La fornitura dello stupefacente veniva indicata facendo ricorso ad espressioni del tipo “bisacca”, “macchine”, “la bambina è ok”, “caffè piccolo”, “tre marinare”, “motocicletta”. Un linguaggio che è stato decriptato dagli organi inquirenti facendo luce sui due sodalizi. 

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