Spaccio del clan, Spada ai domiciliari per l'emergenza Covid

La decisione dei giudici: le condizioni di salute potrebbero aggravarsi in carcere

La decisione dei giudici

Esce dal carcere Margherita Spada, 54enne di Castel Volturno accusata di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina con l'aggravante del metodo mafioso.

A stabilire la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere in quella meno afflittiva degli arresti domiciliari, il Tribunale di Napoli sezione del giudice per le indagini preliminari. I togati partenopei hanno accolto l'istanza del difensore di fiducia dell'imputata, l'avvocato Ferdinando Letizia, propendendendo per la detenzione domiciliare.

La difesa ha evidenziato quanto le condizioni di salute dell'imputata detenuta presso la casa circondariale di Messina rientrassero nell'elenco dei quadri patologici a cui è possibile riconnettere un elevato rischio di complicanze dovute dal Covid-19. La 54 enne castellana, infatti, ha pregresse patologie renali tanto da esser sottoposta ad un intervento chirurgico 'slittato' per l'emergenza sanitaria da Coronavirus.

La donna è detenuta dal 18 ottobre poiché destinataria delle 11 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e rese esecutive dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della stazione di Grazzanise. L'indagine durata circa due anni evidenziò l'esistenza di due distinte associazioni a delinquere finalizzate all'illecita detenzione e cessione di cocaina con base logistica a Castel Volturno dove Margherita Spada era parte del complesso sodalizio criminale.

Per assicurare lo spaccio lungo il litorale domizio in regime di monopolio veniva pagata una tangente con cadenza settimanale agli esponenti della fazione Bidognetti del Clan dei Casalesi ottenendone così l'autorizzazione. Gli investigatori mediante dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia ed intercettazioni smascherarono termini codificati per indicare la droga o il quantitativo pronto per la cessione come' bisacca', 'la bambina é ok', 'caffè piccolo'.

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Rilevato che il grave quadro indiziario e cautelare a carico dell'imputata non è cambiato così come le esigenze cautelari, il Tribunale di Napoli ha ritenuto che in un clima di emergenza sanitaria cogente visti i presupposti evidenziati dalla difesa potesse essere concessa la misura degli arresti domiciliari.

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