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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Aversa

Scoperta la banda dei falsari: 7 in manette. Prodotti 48 milioni di euro contraffatti

La guardia di finanza ha scoperto la stamperia clandestina nel napoletano. Incontri nell'agro aversano per pianificare il business

Incontri nell'agro aversano per allestire, in un capannone industriale a Ponticelli, una tipografia clandestina in cui venivano stampati soldi falsi. Sono sette le persone colpite da un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord ed eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma.

Le accuse sono a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di monete aventi corso legale e di spendita delle stesse. In particolare, le persone colpite dal fermo - a seguito di ripetuti incontri organizzativi avvenuti nell'agro aversano - avevano allestito una vera e propria tipografia occulta all'interno di un capannone industriale preso in affitto da una società di bonifica ambientale (estranea alle indagini). È stato infatti accertato che il sodalizio utilizzava una stamperia clandestina nel quartiere Ponticelli del capoluogo campano, al cui interno sono state sequestrate banconote contraffatte da 50 euro della serie "Europa", per un valore nominale complessivo di circa 48 milioni di euro.

Gli indagati avevano attrezzato il laboratorio clandestino con macchine da stampa industriali particolarmente sofisticate e altamente performanti, previamente trasferite dalla loro base logistica, a Casavatore, provvedendo al cambio del contatore elettrico per velocizzare la produzione delle banconote contraffatte, entrata a pieno regime nel mese di aprile. Da allora, due abili falsari hanno vissuto in isolamento all'interno dell'immobile senza mai interrompere la produzione, potendo contare sul supporto di un complice che provvedeva alle loro quotidiane necessità di sostentamento.

Quest'ultimo comunicava poi con il dominus dell'associazione, un tipografo 70enne con numerosi precedenti penali, il quale impartiva ai sodali puntuali direttive sui processi di stampa dopo aver visionato lo stato di avanzamento delle banconote contraffatte e interloquiva, altresì, con tre autotrasportatori di Giugliano in Campania per fornire ogni necessario supporto logistico.

Il capannone, che i falsari monitoravano costantemente con l'ausilio di telecamere esterne, aveva subito modifiche strutturali per consentire l'alloggiamento dei voluminosi macchinari necessari per la stampa, debitamente occultati dietro masserizie di uso quotidiano, come i letti e il mobilio utilizzati dai falsari. All'interno dell'opificio clandestino, oltre alle banconote false, sono stati sequestrati macchinari industriali, un tavolo luminoso, taglierini, personal computer, vernici, solventi, nonché rotoli argentati utilizzati per realizzare la striscia olografica presente su ogni banconota.

La tempestività dell'intervento repressivo è stata possibile grazie a prolungate attività di osservazione e pedinamento, all'utilizzo di sistemi di tracciamento GPS, al supporto dei mezzi aerei del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare e del Reparto Operativo Aeronavale Napoli della Guardia di Finanza, che hanno consentito la ricognizione dell'immobile ad alta quota, nonché dei “Baschi Verdi" del Gruppo Pronto Impiego Napoli.

Gli accertamenti effettuati sulle banconote hanno permesso di ricondurre la contraffazione al “Napoli Group" e di constatarne la pregevole fattura, in grado di ingannare facilmente chiunque ne fosse venuto in possesso. La metodologia di produzione utilizzata dai soggetti tratti in arresto (c.d. offset) è particolarmente insidiosa per la fede pubblica perché, a differenza della stampa digitale, implica il coinvolgimento di figure professionali altamente specializzate, l'investimento di ingenti capitali e la costituzione di una vera e propria "organizzazione d'impresa" in grado di garantire la produzione su vasta scala di banconote pressoché identiche a quelle genuine.

Alla luce delle indagini, è stato emesso decreto di fermo di indiziato di delitto a carico di sette soggetti, tra cui uno nella veste di promotore del sodalizio, per i delitti di associazione per delinquere e di contraffazione e spendita di monete contraffatte aventi corso legale. Con l'operazione odierna, negli ultimi cinque anni, l'attività di contrasto alla produzione di banconote false posta in essere dalla Guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Napoli Nord, ha consentito di trarre in arresto in flagranza di reato sedici soggetti, nonché di sequestrare 5 stamperie e circa 100 milioni di euro contraffatti.

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