Cronaca

Soldi dei Casalesi a Modena, carabinieri in aula nel processo a 72

L'ufficiale dell'Arma ha raccontato gli esiti delle indagini ed aperto un focus su alcuni imputati

Gli investimenti di Nicola Schiavone che ora parla coi giudici

Carabinieri in aula nel corso del processo sul monopolio del gioco d'azzardo dei Casalesi nel modenese. Nel corso dell'ultima udienza è stato ascoltato un ufficiale dell'Arma che ha spiegato al collegio presieduto dal giudice Francesco Rugarli, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, le risultanze investigative fornendo chiarimenti riguardo alle posizioni di alcuni imputati. Si torna in aula ad ottobre per il prosieguo dell'istruttoria.

Sotto processo ci sono 72 persone coinvolte a vario titolo nella maxi inchiesta sul reinvestimento di capitali illeciti nel modenese da parte del gruppo Schiavone. Due i settori di interesse del clan: quello immobiliare, con la realizzazione di un complesso immobiliare a San Martino di Secchia, nel comune di San Prospero, e quello del gioco d'azzardo sia attraverso la gestione delle bische clandestine sia nella gestione del gioco "legale", tra scommesse sportive online e sale slot. Nel corso del processo è stato già escusso Nicola Schiavone, figlio del capoclan Francesco Sandokan ed oggi collaboratore di giustizia, che proprio nel modenese ha mosso i primi passi negli "affari di famiglia".

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Mario Griffo, Mauro Iodice, Luigi Trocciola, Paolo Caterino, Romolo Vignola e Mario Mangazzo.

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