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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Casapesenna

Slot dei Casalesi, scarcerato imprenditore vicino a Zagaria

Fontana era in carcere per le violazioni dei domiciliari dopo la condanna per camorra

Scarcerato Carlo Fontana detto 'Statuto', 47 enne imprenditore di Casapesenna ritenuto legato al clan dei Casalesi, in particolare al gruppo di Michele Zagaria, e gestore del monopolio dei centri scommesse e sale slot tra Casapesenna, San Marcellino e Trentola Ducenta per conto del clan.

A conclusione di un'indagine della DDA di Napoli, concentrata sulla gestione delle slot machine e videolottery in alcuni comuni dell'Agro Aversano, Fontana fu arrestato nel marzo 2016 per associazione a delinquere a stampo mafioso, concorrenza illecita e ricettazione perché ritenuto incaricato per conto di Giovanni e Giuseppe Garofalo (i marmulari) di cui è il cognato, di gestire una serie di società nel settore delle scommesse per conto del clan dei casalesi e grazie all'ausilio di altri imprenditori e commercianti legati al boss Michele Zagaria controllava sale giochi, bar e centri scommesse imponendo loro in esclusiva le slot machine da piazzare nei comuni dell'Agro Aversano.

Le indagini degli inquirenti portarono anche al sequestro del suo patrimonio per un valore di circa un milione di euro. Nelle perquisizioni presso l'abitazione a Casapesenna venne ritrovata una dettagliata  contabilità sulle entrate ed uscite derivanti dai bar, sale giochi e centri scommesse nonché la corresponsione di una somma mensile alla cognata. Fontana si trovava ai domiciliari a Formia dove scontava una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione confermata in appello.

Misura, però, revocata nel marzo scorso con il conseguente trasferimento presso la casa circondariale di Frosinone poiché spesso evadeva e si aggirava per la città formiana o per leggere un giornale al porto o per andare al bar. La Corte di Appello V Sezione Penale di Napoli ha però accolto l'istanza del difensore di fiducia di Carlo Fontana, l'avvocato Ferdinando Letizia, che ponendo l'accento sul carattere temporale poiché residuano in capo a Fontana solo pochi mesi da espiare ha convinto i giudici per la scarcerazione con il divieto di accedere nella Regione Campania.

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