Voti comprati coi buoni pizza, assolto l'ex sindaco: "Una pagina di sporca politica"

Dopo 5 anni si chiude il processo nato dalla denuncia di 3 consiglieri dell'allora opposizione. Fu escluso dalla lista delle Regionali del PD per l'inchiesta. Caputo: "Ora chi lo risarcirà?"

L'abbraccio tra Dionigi Magliulo e Nicola Caputo

Cinque anni dopo cadono le accuse e Dionigi Magliulo, ormai non più sindaco di Villa di Briano, può ritrovare la sua “serenità”. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha infatti assolto (“perché il fatto non sussiste”) da quella accusa infamante di aver comprato i voti per l’elezione a sindaco di Villa di Briano, con favori, buoni spesa e pagando pizze nei confronti dei suoi cittadini. L'indagine è nata in seguito alla denuncia di tre consiglieri comunali di opposizione (tra cui anche l’attuale sindaco Luigi Della Corte): il magistrato ha ricostruito quanto avvenne nel 2012: secondo l'accusa il sindaco avrebbero regalato buoni pasto da spendere in una pizzeria di Villa di Briano in cambio dei voti. Ma, al termine del dibattimento, le accuse sono cadute: al punto che direttamente il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione dell’ex sindaco, poi confermata dal giudice.

Magliulo a Casertanews: "Pagina di sporca politica"

“Si è chiusa una pagina di sporca politica della nostra comunità” ha dichiarato Dionigi Magliulo a Casertanews, ricordando come quell’indagine gli costò anche la candidatura alle elezioni regionali del 2015. “Chi ha pensato di fare politica in questo modo è stato sconfitto” ha aggiunto, sottolineando come l’indagine sia stata aperta dopo la denuncia di coloro che erano alla sua opposizione quando era sindaco. “Dal dibattimento è emerso che tutto è stato architettato. Oggi questa sentenza mi dà soddisfazione ed una nuova serenità, anche se mi lascia un senso di amarezza perché la nostra comunità non merita questa classe politica”. E pensando ad un suo ritorno alla politica attiva, Magliulo risponde con un sorriso: “Ora voglio solo stare tranquillo e sereno”.

Caputo: "Ora chi lo risarcirà per la mancata candidatura?"

Una sentenza di assoluzione che ha fatto felice anche il neo assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo, a cui Magliulo era molto legato e che aveva lottato per non farlo escludere dalla lista per le Regionali: “Chi risarcirà Dionigi dal processo sommario, mediatico ed all’interno del partito, subito? - si chiede l’ex europarlamentare - Ricordo che dovemmo addirittura difenderci da chi, per prendere le distanze da noi, asseriva l’esistenza di due PD in provincia in Caserta. Pochi ricorderanno quei momenti. Io  ed altri amici, però li ricordiamo bene. Momenti frustranti, scoraggianti. Momenti terribili che personalmente avevo già vissuto per la mia  esclusione dalle liste per la Camera dei Deputati, dopo aver stravinto le primarie. Momenti nei quali comprendi che, troppo spesso, la realtà rappresentata è molto diversa da quella reale e che, purtroppo, troppo spesso è quella strumentalmente rappresentata che conta e che non puoi fare nulla per dimostrare la verità perché ostacolato dalla prevaricazione e dalla strumentalità delle azioni poste in essere”. Caputo ricorda come “il momento di sofferenza più difficile fu quando dovetti comunicare a Dionigi l’ingiusta  decisione di un partito, divenuto giustizialista, sebbene a correnti alterne. Ricordo la sua rabbia, balbettava, non riusciva a parlare, piangeva. Si piangeva con la stessa intensità di quando l’ho sentito ieri. Come cinque anni fa, singhiozzava ma, finalmente, era per la gioia di poter gridare al mondo intero la sua correttezza e la sua innocenza. E ciò nonostante il fatto che nessuno potrà mai più ricompensarlo per i cinque anni e sei mesi di sofferenza e per il sogno infranto di poter realizzare il suo (e non solo suo) progetto politico”.

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