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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

L’ombra dei Casalesi sui servizi sociali. I pentiti hanno ricostruito contatti e business

La Del Vecchio è considerata la mente delle cooperative. Due imprenditori sotto la lente della Dda

Eufrasia Del Vecchio è considerata dalla Dda la “mente” delle cooperative socio-assistenziali facenti capo alla sua famiglia storicamente legata al clan dei Casalesi.

Secondo quanto sta emergendo dalle indagini che hanno portato, nella giornata di venerdì, la Squadra Mobile di Caserta ad effettuare decine di perquisizioni nelle case e negli uffici, la commercialista aveva puntato su due 'fidati imprenditori' Luigi Lagravanese e Pasquale Capriglione per infiltrarsi nella gestione di servizi nel settore socio sanitario e socio assistenziale.

L’indagine, aperta nel 2019, è ora ad un punto focale. Dall’acquisizione di documenti, telefoni e computer gli inquirenti sono convinti di poter trovare nuovi spunti investigativi per poter chiudere il cerchio. Le accuse contestate ai 20 indagati sono varie: si va dalla corruzione alla concussione, passando alla turbativa d'asta, la fittizia intestazione, l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti. Il tutto condito dall'aggravante dell'agevolazione mafiosa.

Per 'Esia' Del Vecchio, che teneva la contabilità di oltre 140 cooperative sociali, i cavalli vincenti su cui puntare sarebbero stati Lagravanese e Capriglione che, insieme a Sonia Flauto, avrebbero assicurato, secondo la ricostruzione degli inquirenti, “illeciti condizionamenti” per l'aggiudicazione di alcune gare nell'ambito del Terzo Settore sia nei Comuni della provincia di Caserta (Il Capoluogo, Sparanise, Teano) che nel napoletano. Ipotesi di reato che adesso dovranno essere (o meno) confermate dagli atti acquisiti durante le perquisizioni.

A corroborare la tesi della vicinanza degli imprenditori e dei “faccendieri” del Terzo settore al clan dei Casalesi ci sarebbero le dichiarazioni di vari pentiti che hanno rilevato i rapporti che i "colletti bianchi" avevano con Nicola Schiavone, Mario Schiavone, Carmine Schiavone, Antonio Iovine, Nicola Coppola, Massimo Russo, Giuseppe Misso, Mario Iavarazzo. Sono loro ad aver delineato uno scenario “nuovo” agli inquirenti, spingendoli ad indagare su questo delicato settore.

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