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Le truffe avvenivano on line

Le truffe avvenivano on line

Shopping on line con carte di credito clonate, condannata

La Corte di Cassazione boccia il ricorso di una 43enne: istanza inammissibile

Carte di credito clonate per fare acquisti on line. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di A.C., 43 anni di Maddaloni, accusata di aver fatto parte di una banda dedita a ricettazione, truffa e frodi informatiche.

La Settima Sezione della Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Antonio Prestipino, ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla donna, condannata dalla Corte d'Appello di Napoli. La 43enne è stata intimata anche al pagamento di 3mila euro in favore della cassa delle ammende.

La donna venne coinvolta in una maxi inchiesta che coinvolse 26 persone che effettuavano acquisti con carte di credito clonate, con un giro d'affari da circa 2,5 milioni di euro, secondo quanto accertato dagli inquirenti. A clonare le carte di credito erano un italiano e un cittadino delle Mauritius, particolarmente abili nell'uso dei sistemi informatici.

Acquisivano i dati personali e delle carte di credito di cittadini stranieri facoltosi, eseguivano le clonazioni con degli skimmer e poi venivano eseguiti acquisti e transazioni on-line. I dati venivano reperiti attraverso siti internet illegali che fornivano loro i dati a pagamento. Gli acquisti venivano fatti anche in negozi compiacenti con i cui titolari veniva suddiviso il provento della truffa. 

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