Cronaca Mondragone

Sfruttamento nei campi, in 4 davanti al giudice

Fissato l'interrogatorio di garanzia per le persone coinvolte nell'inchiesta sul caporalato

L'inchiesta sul caporalato

Dovranno presentarsi dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari Rosaria Dello Stritto del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, all'inizio della prossima settimana, per rispondere del reato di associazione a delinquere dedita allo sfruttamento del lavoro e dell'intermediazione illecita di manodopera (c.d.caporalato) Gennaro Bianchino, di 63 anni legale rappresentante della società a responsabilità limitata 'Sviluppo Agricolo Bianchino' difeso dall'avvocato Angelo Raucci, Pasquale e Vincenzo Miraglia, rispettivamente di 42 e 45 anni fratelli e titolari di ditte individuali del settore ortofrutticolo, Francesco Pagliaro, di 53 anni assistiti dall'avvocato Giovanni Lavanga.

Tutti destinatari di misure cautelari personali e reali emesse dal GIP Rosaria Dello Stritto del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con la traduzione presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere per Bianchino, la detenzione domiciliare per Pasquale Miraglia e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Francesco Pagliaro e Vincenzo Miraglia. Grazie alle indagini congiunte tra i finanzieri della compagnia di Mondragone ed i carabinieri del Reparto Territoriale mondragonese è stato disvelato un ingenioso sistema clientelare di sfruttamento della manodopera perlopiù estera e di sesso femminile a basso costo da impiegare nei campi tra i Comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Castel Volturno, Villa Literno e Grazzanise.

Il reclutamento degli sfruttati era garantito grazie alla fidelizzazione di numerosi caporali ed imprenditori agricoli committenti. Venivano prelevati all'alba in punti strategici, come la Domiziana, le stradine di raccordo tra più Comuni o le piazze e sfruttati nei campi con una retribuzione oraria media giornaliera di circa 4 euro l'ora per circa 11 ore (7 al mattino e 4 al pomeriggio) sette giorni su sette.

I viaggi della disperazione avvenivano mediante strabordanti pulmini con un minimo di 20 ad un massimo di 60 viaggi giornalieri. Un viavai documentato grazie all'ausilio di appostamenti, pedinamenti e visuali dall'alto con l'ausilio di droni che ha fornito una mappatura completa del lavoro sottopagato nei campi del Litorale Domizio, dell'entroterra mondragonese e dell'Agro Aversano.

Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno consentito agli investigatori di individuare i soggetti coinvolti nel sistema dello sfruttamento del lavoro di africani, rumeni, bulgari e pochissimi italiani. Un business di esseri umani disvelato dalla guardia di finanza di Mondragone già nel 2017 con l'operazione 'Black Job Market' che portò in più trance all'individuazione con relativi arresti di 8 soggetti tra caporali e commercianti agricoli committenti ed il sequestro di due società agricole con il relativo controllo societario del valore di 3 milioni di euro.

Le indagini parallele di carabinieri e finanzieri si sono innestate in quel filone di indagine che ha portato alle 4 misure cautelari personali e reali nonché al sequestro preventivo delle ditte individuali dei fratelli Miraglia e del sequestro delle somme di denaro nelle disponibilità della Società Sviluppo Agricolo Bianchino o altri beni equivalenti nelle disponibilità dell'indagato per un valore di circa 2 milioni di euro ossia l'importo del profitto di reato.

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