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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca Castel Volturno

Scandalo in municipio, chiesto il processo per 20

Il pm ha invocato il rinvio a giudizio per gli indagati nell'inchiesta sul sesso e la corruzione in Comune. In 5 tra abbreviato e patteggiamenti

Venti richieste di rinvio a giudizio. Questa la richiesta del pubblico ministero Vincenzo Quaranta che ha invocato il processo per tutti gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla corruzione per le pratiche edilizie al comune di Castel Volturno.

Il pm, nel corso della sua discussione dinanzi al gup Orazio Rossi, ha chiesto di rinviare a giudizio Carmine Noviello, 60 anni di Castel Volturno; Antonio Di Bona, 54 anni di Castel Volturno; Giuseppe Verazzo, 51 anni di Castel Volturno; Luigi Cassandra, 59 anni di Castel Volturno; Giuseppe Russo, 63 anni di Castel Volturno; Francesco Morrone, 63 anni di Castel Volturno; Raffaele Papararo, 45 anni di Castel Volturno; Giovanni Rotondo, 51 anni di Giugliano; Rocco Fittipaldi, 59 anni di Pozzuoli; Carmine Brancaccio, 63 anni di Castel Volturno; Antonio Cacciapuoti, 61 anni di Villa di Briano; Alessandra Puopolo, 52 anni di Castel Volturno; Antonio D’Andrea, 72 anni di Marano; Giuseppe Iannone, 63 anni di San Cipriano d’Aversa; Mario Iannone, 37 anni di San Cipriano d’Aversa; Domenico De Simone, 38 anni di Castel Volturno; Michele Cerchiello, 73 anni di Marigliano; Giuseppe Antricetti, 68 anni di Castel Volturno; Mario Mansueto, 61 anni di Castel Volturno; Francesco Miraglia, 47 anni di Mondragone. 

Sarà processato con abbreviato Marco Caimano, 39 anni di Mondragone, mentre hanno chiesto il patteggiamento Wladimiro Saltelli, 46 anni di Marano; Giuseppe Fiore, 49 anni di Mondragone; Daniele Papararo, 52 anni di Castel Volturno, e Nicola D’Agostino, 62 anni di Giugliano, le cui posizioni saranno vagliate al termine dell'udienza preliminare. 

L'indagine, coordinata dalla Procura e svolta dai carabinieri, aveva svelato il sistema di corruzione all'interno dell'ufficio tecnico del Comune di Castel Volturno per le pratiche edilizie. Le attività investigative facevano emergere nell'immediato la figura di un professionista locale, il geometra Giuseppe Verazzo, il quale nel passato aveva collaborato come tecnico esterno e con contratto a termine con l'UTC di Castel Volturno. Sin dalle prime fasi veniva alla luce, dalle intercettazioni telefoniche e ambientali captate, un diffuso sistema corruttivo di cui era protagonista il personale addetto all'Ufficio Tecnico del Comune di Castel Volturno e nello specifico il dirigente Carmine Noviello ed alcuni dipendenti, tra cui Antonio Di Bona.

Parimenti venivano esternati similari comportamenti da parte di alcuni appartenenti al comando della Polizia Municipale del comune di Castel Volturno. Oltre ad essere assunte fonti di prova particolarmente preziose, le intercettazioni risultavano “sconcertanti” tanto da paventare un consolidato sistema corruttivo nonché una gestione dell'Ufficio improntata a logiche di gestione clientelare. Gli investigatori avevano subito avuto modo di percepire l'estensione dello scenario d'indagine e le attività intercettive venivano necessariamente ampliate tanto che si rendeva necessario avviare una variegata attività di registrazione occulta all'interno degli uffici dell’Ente comunale.

I principali attori del sistema di corruzione all'interno del PUTC, identificabili nelle figure di Carmine Noviello, Antonio Di Bona e gli addetti alla Polizia Municipale, seppur non operando in maniera associativa, agivano ognuno per raggiungere vantaggi di tipo strettamente personale favorendo determinati soggetti. Ogni componente è risultato essere pienamente consapevole di ciò che doveva fare nell'ambito di determinate pratiche, per far sì che queste fossero evase con celerità ma soprattutto che potessero concludersi con il rilascio delle autorizzazioni necessarie. Con molta facilità, gli investigatori si sono imbattuti in documentazione formata ad hoc, materialmente o ideologicamente falsa (di natura pubblica e/o privata) o anche in sostituzione di atti già presenti nelle relative pratiche. In particolare è stato scoperto con il funzionario Di Bona, in cambio delle ‘facilitazioni’ chiedesse ed ottenesse anche prestazioni sessuali.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Ferdinando Letizia, Raffaele Crisileo, Carlo De Stavola, Giuseppe Stellato, Giovanni Zannini, Fabiola Astarita, Romolo Vignola, Sergio Iovane, Anna Riccio, Vincenzo Montanino.


 

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