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Il sequestro dei Pandora falsi della Finanza

Il sequestro dei Pandora falsi della Finanza

Maxi sequestro di falsi 'Pandora': avevano anche il certificato di autenticità | FOTO

Era pronti per essere immessi sul mercato per le festività natalizie

La Guardia di Finanza di Marcianise, nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio finalizzata all’individuazione di opifici non dichiarati al fisco, nella giornata di lunedì ha scoperto un laboratorio completamente abusivo ubicato a Marcianise e utilizzato per la realizzazione di gioielli contraffatti a marchio “Pandora”.

Il locale era stato allestito con tutti i macchinari necessari per la riproduzione illecita e il confezionamento dei monili. Individuato anche un lavoratore “in nero”. Tutto era curato nei minimi dettagli: sono stati infatti rinvenuti ben 34 calchi in gomma utilizzati per la riproduzione, con caratteristiche identiche agli originali, dei famosi charm di 'Pandora', piccoli gioielli in argento con cui comporre bracciali personalizzati. Tra i ciondoli presenti ve n’erano anche alcuni proposti da 'Pandora' in edizione limitata in occasione delle prossime festività natalizie. Per dare ulteriore prova ai consumatori della genuinità della merce, poi, il responsabile, M.D., 41enne di Casoria, aveva riprodotto con lo stesso marchio contraffatto anche il packaging dei gioielli (scatole, sacchetti, nastrini) e addirittura il certificato di autenticità rilasciato dalla casa.

I finanzieri al termine delle operazioni hanno sequestrato tutti i macchinari industriali utilizzati per la lavorazione dei gioielli ed oltre 12.000 pezzi riportanti disegni industriali e/o il logo contraffatto, di cui circa 4.000 gioielli e oltre 8.000 articoli per il loro confezionamento, pronti a invadere il mercato parallelo nazionale, per un profitto illecito, relativo alla sola merce trovata al momento dell’intervento, stimabile in circa 200.000 euro. Il responsabile, che non è stato in grado di dimostrare l’autorizzazione da parte della casa madre alla riproduzione dei gioielli né di giustificare la legittima provenienza del materiale in suo possesso, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per le ipotesi di reato di ricettazione e contraffazione.

Scongiurato, dunque, un significativo danno per il brand, soprattutto in occasione dei forti picchi di vendita legati al Natale; tutelata, inoltre, la buona fede e la salute dei consumatori, concretamente messa in pericolo dall’utilizzo di sostanze chimiche e materiali non sicuri e privi delle certificazioni sanitarie richieste dalla legge. Le indagini proseguono al fine di ricostruire l’intera filiera del falso, partendo dalla filiera di approvvigionamento dei materiali fino alla rete di vendita al dettaglio, così da ricostruire l’intero giro d’affari dei falsari e recuperare a tassazione i proventi dell’intera attività illecita. L’odierno risultato è frutto della costante presenza sul territorio dei finanzieri e testimonia lo sforzo operativo del Corpo nel disarticolare il pericoloso fenomeno della contraffazione dei marchi, un moltiplicatore d’illegalità che alimenta i circuiti del lavoro nero, dell’immigrazione clandestina, dell’evasione fiscale e del riciclaggio.

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