Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Castel Volturno

Canoni demaniali non pagati, sequestro da 6 milioni alla Marina di Castello

Dopo aver realizzato un campo da golf e un'oasi per il bird watching non risultano versati al Comune i canoni previsti agevolati né le addizionali regionali

Sequestro per 6 milioni di euro a una società concessionaria di un'area demaniale a Castel Volturno. Nello specifico, i finanzieri del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione al decreto di sequestro conservativo ante causam emesso, per un valore di quasi 6 milioni di euro, dal presidente della Sezione Giurisdizionale per la Campania della Corte dei Conti nei confronti della società Marina di Castello s.p.a., e poi confermato, in sede di giudizio di  convalida, dal giudice designato della medesima Sezione, con ordinanza del 2 maggio 2024.  

La misura cautelare trae origine da complesse attività di indagine svolte dalla Compagnia  della Guardia di Finanza di Mondragone, su delega e coordinamento della Procura contabile partenopea (pm Braghò e Vitale), e tese al riscontro della regolarità - specie rispetto alla fase esecutiva - delle concessioni demaniali marittime rilasciate dal Comune  di Castel Volturno, in particolare per quanto concerne i dirimenti aspetti della corretta quantificazione e del puntuale pagamento dei canoni demaniali dovuti dai pertinenti concessionari.  

Al centro di tali articolate investigazioni è emersa la posizione della società Marina di Castello s.p.a., la quale - su indicazione di un accordo di programma stipulato nell’anno 2003 con il Comune di Castel Volturno - ed in ragione di successivo ed apposito titolo era divenuta concessionaria, dietro il pagamento di un canone riconosciuto in misura agevolata secondo il modello cosiddetto 'ricognitorio' di un’area demaniale marittima di circa 30 ettari ove realizzare un ampliamento di un campo da golf e creare un’oasi protetta da destinare all’attività di 'bird watching', entrambi da porre anche a beneficio della comunità locale.

La concessione dell’area demaniale a canone agevolato (pari al 10% del canone tabellare) era giustificata, quindi, dal perseguimento di preminenti e specifici  interessi pubblici, insistenti sul territorio, quali porre la struttura sportiva, mediante specifica programmazione e puntuali accordi, anche nella disponibilità della giovane collettività nonché destinare, alla cittadinanza, una parte dell’ambito demaniale, in  godimento, creando un protetto ambiente floro-faunistico.  

Dalle approfondite risultanze istruttorie, tuttavia, è stato accertato, sin qui in sede cautelare, come la suddetta società concessionaria, in realtà, non abbia mai versato regolarmente le somme dovute al Comune castellano a titolo di canone né le addizionali spettanti alla Regione Campania, oltre ad aver utilizzato l’area concessa per finalità prettamente privatistiche senza minimamente adempiere agli ulteriori pubblicistici obblighi assunti a fondamento del canone dimidiato del 90%, così cagionando un complessivo nocumento, a carico delle amministrazioni interessate, pari a circa 6 milioni di euro.  

A fronte dei significativi profili di pregiudizio erariale così emersi, ed in virtù dei provvedimenti giurisdizionali di cui sopra, si è pervenuti, a tutela del soddisfacimento del credito accertato, alla apposizione di un vincolo cautelare su tutti i beni mobili e immobili nella disponibilità della società concessionaria de quo, per complessivi 5.972.040,98 euro

L’attività svolta testimonia il diuturno impegno dalla Corte dei Conti e dalla Guardia di  Finanza nel contrasto ai fenomeni di illegalità economico finanziaria lesivi per il bilancio  dell’Unione europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali, nonché della leale e  corretta concorrenza, e finalizzato al concreto recupero delle risorse pubbliche da restituire  alla collettività.

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