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Il sequestro preventivo ai danni della Emmedieffe

Il sequestro preventivo ai danni della Emmedieffe

Sequestrati 1,2 milioni di euro ad un'azienda che produce pentole

Il blitz della guardia di finanza dopo il decreto del Gip emesso su richiesta della Procura

E' scattato mercoledì 27 novembre, dopo il decreto emesso dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura, il sequestro preventivo della Emmedieffe, la società con sede a Sparanise che operava nel settore della lavorazione industriale dell'alluminio per la produzione di pentolame. L'adozione della misura cautelare reale è stata determinata a seguito dell'accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate di un'indebita compensazione di crediti d'imposta non spettanti per 1,2 milioni di euro negli anni 2014 e 2015.

L'ipotesi accusatoria deriva dall'utilizzo in numerosi modelli di pagamento F24 di crediti d'imposta che non hanno trovato riscontro nelle dichiarazioni fiscali precedentemente presentate dalla società. Il sequestro, inoltre, fa seguito ad un altro analogo provvedimento cautelare di 2,8 milioni di euro eseguito dalla guardia di finanza di Capua nei confronti della Emmedieffe nell'agosto del 2018, dopo una verifica fiscale che aveva portato alla costatazione di ricavi non dichiarati per oltre 7 milioni di euro negli anni 2013, 2014 e 2016, con una conseguente evasione di imposte per circa 3 milioni di euro, addebitata anche al coniuge del legale rappresentante, quale amministratore di fatto, prima che lo stesso ponesse in liquidazione l'azienda intestandola ad una donna rumena risultata irreperibile. Dopo ulteriori approfondimenti investigativi coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è stato inoltre accertato anche l'illecito risparmio fiscale 1,2 milioni di euro derivante dall'indebita compensazione di crediti inesistenti.

Sulla base del sequestro preventivo emesso dal Gip, gli uomini della guardia di finanza hanno sottoposto a sequestro i rapporti finanziari della società, del suo rappresentatnte legale e dell'amministratore di fatto, nonché quote societarie, due immobili, un'auto e due moto, fino al raggiungimento delle imposte non pagate allo Stato. 

Un attività, questa, che costituisce una ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e dalla collaudata sinergia operativa tra gli uffici finanziari e gli organi di polizia giudiziaria, rafforzata da un protocollo d'intesa stipulato con il comando provinciale della guardia di finanza di Caserta e la locale direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate.

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