Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Marcianise

Sequestrata in albergo e violentata per tutta la notte dall'ex: l'orco resta in cella

Il Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione. La donna costretta a subire violenze e soprusi

Il Tribunale del Riesame conferma l'ordinanza di custodia cautelare: resta in carcere M. L., 37 anni di Marcianise, accusato di maltrattamenti contro un familiare convivente, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, violenza sessuale, violenza privata  ai danni dell'ex moglie.

E’ quanto ha deciso l'ottava Sezione del Riesame di Napoli, presieduta dal giudice Antonio Sepe, che ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 9 settembre scorso dal giudice delle indagini preliminari Emilio Minio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e resa esecutiva dai carabinieri della stazione di Marcianise nei confronti delll’operaio edile di Marcianise che, a partire dal 2017, nel corso della convivenza ed anche dopo la cessazione della stessa avvenuta nel 2019, in maniera pressoché quotidiana si è reso responsabile di una serie di reati nei confronti dell'ex moglie.

La donna, quotidianamente, veniva insultata e mortificata con epiteti ingiuriosi e sprezzanti; percossa con schiaffi, pugni, calci nonché in più occasioni arrivava a sputarle ed urinarle addosso. In una occasione, verificatasi a gennaio scorso, cessata la convivenza ma non la loro relazione sentimentale nel corso di un litigio dapprima afferrava i capelli dell'ex compagna facendola rovinare a terra, per poi colpirà con schiaffi e pugni, urinandole addosso. Per evitare che la donna potesse allertare i soccorsi le sottrasse il telefono cellulare continuando a picchiarla. Le spense due sigarette addosso e notando poi il pavimento sporco di sangue, la sollevò da terra tirandola per i capelli affermando: “Ora vattene devo pulire".

Pochi giorni dopo tale violenza, con il pretesto di un tentativo di ricongiungimento con la donna, la invitò in una camera di un albergo a Marcianise. Giunta in camera, chiuse a chiave la stanza per evitare che  fuggisse. Le sottrasse il telefono cellulare ed iniziò a colpirla con schiaffi, pugni, morsi al braccio e alla guancia. Afferrandola per i capelli e dopo averla trascinata in bagno le urinò sulla testa costringendola ad avere un rapporto sessuale nel corso del quale la offendeva con frasi molto dure per poi sputarle addosso.

La violenza sessuale durò tutta la notte e l’uomo lasciò libera la sua vittima al mattino. Prima però la costrinse a fare una registrazione nella quale la donna doveva affermare di aver avuto rapporti sessuali con altri uomini. Nel mese di aprile, poi, a causa di una morbosa gelosia afferrò la donna per i capelli la scaraventò a terra, prendendola a calci sulla schiena. Frequentemente la minacciava di morte con frasi tipo "Ti metto su una sedia a rotelle e ti butto l'acido in faccia". La vittima ha trovato poi il coraggio della denuncia.

Dopo averlo scoperto, l’uomko la minacciò e la fece ritrattare :"Ti ammazzo e mi faccio trent'anni di carcere". I carabinieri però riuscirono a ricostruire lo schema delle violenze fino all'epilogo del provvedimento restrittivo. In sede di interrogatorio di garanzia dinanzi al GIP sammaritano, il 37enne, assistito dal suo legale, l'avvocato Enzo Domenico Spina, cercò di rendere la sua versione dei fatti. Non ritenuta convincente dai magistrati.

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