Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Lusciano

La Procura impugna il permesso premio per il capozona dei Casalesi, Cassazione: "E' troppo tardi"

Il pg ha presentato ricorso dopo che il ras Luigi Costanzo di Lusciano ha già goduto del suo 'beneficio carcerario'

La Procura Generale impugna in Cassazione, il permesso premio concesso al capozona del clan dei Casalesi, ma è troppo tardi, il detenuto ne è ha già goduto. La Suprema Corte respinge il ricorso ritenendolo inammissibile.

Il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello de L'Aquila ha presentato ricorso dinanzi alla prima sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Filippo Casa, per il beneficio carcerario concesso dal tribunale di sorveglianza aquilano, a Luigi Costanzo, 58enne capozona di Lusciano per conto del clan dei Casalesi. 

Il reclamo proposto dal procuratore generale poggiava sul presupposto che il magistrato di sorveglianza non aveva adeguatamente valutata la rescissione dei rapporti criminali di Costanzo col clan di appartenenza, che quindi continuava a permanere. Tesi del sostituto procuratore generale avvalorata dai rapporti della Dna e Dda di Cagliari, dai quali emergeva che Luigi Costanzo avesse ancora potere anche dal carcere sul territorio di competenza assegnatogli dal clan dei Casalesi e che anzi fosse ancora uno 'stipendiato'. Per tali motivi a parere del Pg non poteva essere concesso il permesso premio e quindi richiedeva l'annullamento del provvedimento impugnato con rinvio per un nuovo giudizio.

Per gli ermellini però il ricorso è inammissibile perchè "il permesso premio concesso dal tribunale di sorveglianza con il provvedimento che il pg afferma essere illegittimo è stato già goduto dal detenuto. Tale circostanza fa venir meno l'interesse del ricorrente a una decisione di merito sulla legittimità del provvedimento impugnato in quanto l'eventuale accoglimento del ricorso proposto non porterebbe alcuna concreta conseguenza".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Procura impugna il permesso premio per il capozona dei Casalesi, Cassazione: "E' troppo tardi"
CasertaNews è in caricamento