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Francesco e Roberto Chersoni

Francesco e Roberto Chersoni

Tangentopoli, la Cassazione conferma le condanne ai Chersoni

La Suprema Corte rigetta il ricorso presentato dagli imprenditori che hanno patteggiato 2 anni

La Cassazione conferma la condanna, con patteggiamento, a due anni per Roberto e Francesco Chersoni, rispettivamente 35 e 69 anni di San Felice a Cancello, coinvolti nello scandalo delle tangenti al Comune della Valle di Suessola che ha portato a 19 condanne in primo grado, tra cui quella pesantissima all'ex sindaco Pasquale De Lucia a 9 anni di reclusione. 

I giudici della Suprema Corte hanno rigettato la richiesta di proscioglimento presentata dai Chersoni per i reati di associazione per delinquere e violazione dei sigilli contestati ai due. Per il Palazzaccio gli imputati non sono legittimati "a chiedere una valutazione di merito sulle risultanze probatorie, in quanto nel formulare la richiesta ha inteso rinunciare ad avvalersi della facoltà di contestare l'accusa e quindi la sussistenza
degli elementi su cui tale accusa si fondava. Ne consegue che, in tale specifico ambito, l'obbligo di motivazione deve ritenersi assolto con il darsi atto da parte del Giudice della volontà delle parti in ordine alla entità della pena e di aver positivamente effettuato la valutazione della correttezza della qualificazione giuridica del fatto".

Inoltre la decisione del Gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha tenuto conto degli atti d'indagine e delle risultanze investigative, circostanze non contestabili dinanzi alla Cassazione. Per questo il ricorso è stato dichiarato "inammissibile" e sia Francesco che Roberto Chersoni sono stati condannati al pagamento di 3mila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.

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