Ai domiciliari per 30 euro. 38enne arrestato per la seconda volta in 10 giorni

L'uomo è stato arrestato anche lo scorso 21 maggio perché armato di machete si era recato presso una pizzeria di Corso Umberto I a Casal di Principe in cerca del titolare

E' finito ai domiciliari per soli 30 euro L. S. 38enne di Casal di Principe per la tentata estorsione ai danni del cugino suo omonimo. Lo scorso 10 aprile si era recato a casa del cugino a Casal di Principe distante dalla propria abitazione solo 4 chilometri. Lì avrebbe cercato di convincere il congiunto a dargli 30 euro millantando la necessità di saldare il debito per una visita medica per la madre. Dinanzi ad un secco diniego del cugino che temeva che quel denaro venisse utilizzato per l'acquisto di sostanze stupefacenti seguirono le minacce 'non ti faccio uscire più di casa', 'ti metto sottoterra'.

Dopo aver minacciato di morte il cugino il 38enne fece ritorno presso la sua abitazione. Si pentì poco dopo e tra i due cugini ci fu una riappacificazione, ma la macchina della giustizia era già in moto ed era pronta nei confronti di L. S. l'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dall'ufficio del GIP del Tribunale di Napoli Nord eseguita dai carabinieri della stazione di Casal di Principe.

Il 38enne casalese con precedenti per reati contro il patrimonio e per spaccio di sostanze stupefacenti difeso dall'avvocato Massimo Natale dovrà chiarire la sua posizione in sede di interrogatorio di garanzia dinanzi al GIP Antonino Santoro del Tribunale di Napoli Nord su richiesta del P. M. Fabio Sozio.

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L. S. non è nuovo a scatti d'ira e ripensamenti. Lo scorso 21 maggio venne arrestato dai carabinieri della stazione di San Cipriano D'Aversa perché armato di machete si era recato presso una pizzeria di Corso Umberto I a Casal di Principe in cerca del titolare. Non trovandolo diede sfogo alla sua rabbia distruggendo il registratore di cassa, vetrate, tavoli e sedie presenti all'interno ed all'esterno del locale, sotto gli occhi terrorizzati di alcuni clienti e dello stesso personale della pizzeria. Il pentimento gli valse in quell'occasione il rigetto della custodia cautelare in carcere ottenendo solo l'applicazione della misura dell'obbligo di presentazione alla P. G. ed una condanna a 2 anni anziché 3 anni e 6 mesi così come richiesta dal PM.

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