Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Maddaloni

Scippata dagli usurai sotto casa: un ispettore e la vicina raccontano tutto al giudice

La borsa presa al termine di un litigio per i crediti vantati venne consegnata in Questura

Avvicinarono la vittima e le presero anche la borsa pur recuperare i crediti vantati, derivanti da somme date a strozzo. E' questa un'altra circostanza emersa nel corso del processo a carico di Tommaso Giglio e Costanza Orso, titolari di una gioielleria di Maddaloni; Lorenzo Vinciguerra, commerciante; Luigi Marciano e Giuseppe Fedele, accusati di usura nei confronti della titolare di una ricevitoria di Maddaloni.

Stamattina, nel corso dell'udienza celebrata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Roberto Donatiello del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stato ascoltato un ex ispettore di polizia in servizio alla Questura di Caserta che ha riferito come due degli imputati si fossero presentati in Questura per restituire una borsa. 

La borsa, secondo quanto ricostruito, era della vittima. Secondo la sua versione dei fatti, due degli imputati si recarono sotto casa ed al termine di un alterco le presero la borsa. All'interno non fu toccato nulla se non un foglio manoscritto, contenente le somme dei prestiti ricevuti sia da parenti ma anche dagli usurai di cui era rimasta vittima. Foglio che poi venne rinvenuto durante l'arresto di uno degli indagati.

A comprova di quanto riferito dall'ispettore c'è anche la testimonianza di una vicina di casa della vittima, costituitasi parte civile con gli avvocati Andrea Balletta e Gianluca Giordano, che ha visto e riferito alle forze dell'ordine del litigio avvenuto sotto il palazzo. La sua testimonianza è stata acquisita agli atti del processo. 

I fatti risalgono al 2011 quando la titolare di una ricevitoria di Maddaloni finì in una spirale di prestiti a cui non riusciva a far fronte per gli elevati tassi d'interesse. Per saldare i debiti la donna si rivolse ad altre persone che a loro volta richiedevano tassi elevati per la restituzione. Secondo gli inquirenti l’importo complessivamente ricevuto in prestito dalla donna ammonta a circa 100.000 euro, mentre la somma restituita in soli sei mesi è risultata pari al doppio.

Il processo è stato dunque rinviato alla metà di novembre. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Santoro, Struffolino, Michele Ferraro, Corsiero, Gallo e Grasso. 

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