menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Nicola Schiavone

Nicola Schiavone

Nicola Schiavone tira in ballo altri due sindaci: "Erano a disposizione del clan"

Il figlio di Sandokan sentito nel corso del processo Jambo racconta il summit con il primo cittadino Pagano: "Temeva ritorsioni e mi diede garanzie"

Nicola Schiavone tira in ballo altri due sindaci. Il rampollo di casa Sandokan, divenuto collaboratore di giustizia, ha raccontato di altri due primi cittadini "a disposizione" del clan, ed in particolare quelli di San Marcellino e Frignano nel 2007, su cui ancora c'è segreto istruttorio. Schiavone è stato nuovamente ascoltato nel corso del processo Jambo - sulle ingerenze del boss Michele Zagaria nel centro commerciale di Trentola Ducenta che vede alla sbarra gli ex sindaci trentolesi Michele Griffo e Nicola Pagano, il patron del Jambo Sandro Falco e Nicola Picone - per il controesame dei difensori.

IL SUMMIT CON PAGANO

Schiavone ha raccontato dell'incontro con il sindaco Nicola Pagano, eletto nel 2007 in una lista contraria a quella appoggiata da Michele Griffo. "Fu una campagna elettorale molto aspra - ha detto Schiavone - Molti imprenditori legati a Zagaria votarno per il centro destra ma venne eletto Pagano, sostenuto dall'Udeur di Nicola Ferraro. Venne da me temendo ritorsioni e garantendo quello che veniva garantito anche prima". Il sindaco al cospetto del boss si recò "accompagnato da Sebastiano Ferraro, il consigliere provinciale. Era sera, stavamo facendo una cena alla quale c'erano Paolo Corvino, Dante Apicella" ed altre persone, "eravamo 5 - 6 di noi. Sebastiano Ferraro mi avvisò e venne: parlavamo tutti i giorni". 

I SINDACI A DISPOSIZIONE

Schiavone ha poi ribadito la prassi consolidata della "messa a disposizione" da parte dei sindaci, fatta al cospetto dei boss referenti per i singoli territori. "A Pagano garantii che non gli sarebbe accaduto nulla e lo mandai da Michele Zagaria che era responsabile su Trentola Ducenta. Ho fatto un passaggio criminale - malavitoso regolare". Proprio per questo "non ci furono attriti con Zagaria anche se molti imprenditori passarono da lui a me tra il 2006 ed il 2007. Ma questo non c'entra con la politica. Se io avessi acquistato un terreno a Trentola Ducenta non dovevo chiedere permesso a Zagaria, facevamo lo stesso mestiere mentre differente era se si trattava di lavori pubblici". Dinamiche simili a quelle accadute a Pagano per Trentola Ducenta, secondo il racconto del pentito, si sarebbero verificate anche con i sindaci di "San Marcellino e Frignano che erano territori miei".

LE LISTE DEL CLAN

Schiavone, infine, ha ribadito come tutti gli schieramenti avevano candidati del clan tra le proprie file. Tutti "tranne quelli dichiaratamente anticamorra che di solito erano di estrema sinistra il resto erano tutti nostri". Infine, sempre su Pagano, Schiavone ha detto di conoscere il fratello "Mimmo Pagano che è un imprenditore portato da Giacomo Capoluongo". 

Il processo è stato rinviato all'inizio di aprile per il prosieguo. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Carlo De Stavola, Paolo Trofino e Giuseppe Stellato

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CasertaNews è in caricamento