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Cronaca Casal di Principe

"Il figlio di Sandokan inattendibile". Ecco perché i giudici hanno assolto 2 ex sindaci

Per i togati "rende dichiarazioni incompatibili coi dati documentali"

Figlio del capo indiscusso del clan dei Casalesi e divenuto poi, negli anni, il capo dell’organizzazione criminale. Ma per i giudici della Prima sezione penale collegio B Nicola Schiavone non è attendibile. E’ quanto hanno messo nero su bianco la presidente del collegio Roberta Carotenuto per motivare la sentenza di assoluzione a carico di due ex sindaci dell’agro aversano: Andrea Lettieri (Gricignano) ed Angelo Brancaccio (Orta di Atella). I due politici erano finiti sotto processo per l’inchiesta sulla società multiservizi Gmc che, secondo la Dda, sarebbe stata creata con l’avallo del clan dei Casalesi.

La ricostruzione di Nicola Schiavone

“Nicola Schiavone  - ricostruiscono i giudici nelle motivazioni - ha riferito che sapeva che Andrea Lettieri era in rapporto con Russo e ciò in particolare era emerso in occasione della costituzione della società GMC Multiservizi, società mista pubblico-privata, in cui il socio privato erano i fratelli Orsi, che operavano attraverso una società formalmente intestata alla prima figlia di Orsi. Intorno agli anni 2006/2007 Raffaele Letizia si era recato da Nicola Panaro e Nicola Schiavone a rappresentare che gli Orsi avevano proposto la costituzione della società. Sia Orsi che Giuseppe Russo avevano rapporti con l’amministrazione comunale. In quella occasione Raffaele Letizia voleva l’assenso di Schiavone e Panaro per gestire l’operazione con Sergio Orsi anzinché con Ferraro. Nicola Schiavone aveva dato l’assenso all’operazione sebbene non avesse considerazione di Orsi, in quanto la garanzia “me l’aveva data Lello Letizia che era compagno mio”. L’operazione era stata estesa al Comune di San Cipriano quindi Orsi aveva chiesto di inserirsi anche nel Comune di Casal di Principe, tuttavia Schiavone voleva assegnare il servizio rifiuti a Nicola Ferraro e comunque era già a conoscenza delle problematiche connesse ad inadempimenti di Orsi e al fatto che presso il Comune di Gricignano d’Aversa il rapporto era in via di risoluzione. Sentito in dibattimento all’udienza del 9 luglio 2019 Nicola Schiavone ha precisato che suo zio Francesco Schiavone di Vincenzo soprannominato Cicciariello era stato al vertice della fazione Schiavone del clan dei Casalesi agli inizi dell’anno 2000 e fino al suo arresto, avvenuto nella primavera del 2004. Il collaboratore era subentrato allo zio nel livello apicale dopo il suo arresto”.

Le discrasie rilevate dai giudici

“Nicola Schiavone - sottolineano i giudici - rende dichiarazioni incompatibili coi dati documentali, ancorando il suo presunto ricordo ad eventi tali da non poter in alcun modo ipotizzare che la sfasatura temporale sia riconducibile ad un difetto di memoria. La prima considerazione da fare è che Nicola Schiavone è nato nel 1979 e nel mese di luglio 2002, quando il bando è stato pubblicato, aveva 23 anni. In base alle sue stesse dichiarazioni dall’anno 1999 e fino all’arresto di suo zio nella primavera del 2004 egli gestiva le scommesse clandestine con un gruppo di giovani riversando il ricavato nelle casse del clan, ma non aveva responsabilità dirigenziali. Già sulla base di questo elemento traspare con evidenza l’inattendibilità del suo narrato, che lo vede protagonista di un’operazione che in base alle sue stesse dichiarazioni era di competenza esclusiva dei vertici della consorteria. A ciò vi è da aggiungere che a dire di Nicola Schiavone il dialogo con Lello Letizia si era svolto alla presenza di Nicola Panaro e Giuseppe Misso, con cui lo stesso Letizia già aveva avuto un primo incontro. Anche sotto tale profilo non può che prendersi atto dell’inverosomiglianza del narrato sulla base delle stesse considerazioni svolte con riferimento alle dichiarazioni di Nicola Panaro, detenuto in carcere fino al mese di luglio dell’anno 2002,  quando il Comune di Gricignano d’aversa aveva già avviato l’iter per la costituzione della società a capitale pubblico-privato  e di fatto era in procinto di bandire la gara. Nicola Schiavone solo in apparenza riscontra il narrato di Nicola Panaro posto che Panaro non menziona la presenza né di Misso né di Schiavone e narra di un dialogo avuto con Sergio Orsi e non con Raffaele Letizia”.

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