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La violenza in una scuola a Caserta

La violenza in una scuola a Caserta

Schiaffi al bambino autistico, il prof si difende dal giudice

"E' un equivoco, in 24 anni nessuna contestazione". Chiesta la revoca della misura cautelare

Si è difeso respingendo le accuse mosse nei suoi confronti l'insegnante di sostegno della scuola media Vanvitelli di Caserta finito agli arresti domiciliari con l'accusa di maltrattamenti nei confronti di un ragazzino autistico di 14 anni.

"C'è un grosso equivoco. Da 24 anni che faccio l'insegnante di sostegno non mi è stata fatta mai nessuna contestazione", ha spiegato questa mattina S.V., 53enne di Caserta, al gip Rosaria Dello Stritto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, alla presenza del suo avvocato Giacomo Tartaglione.

Il 53enne è finito agli arresti domiciliari dopo un'articolata attività investigativa dei carabinieri, avviata per la denuncia presentata dai genitori del minore nel mese di marzo di quest'anno. I familiari segnalavano che il figlio negli ultimi tempi aveva assunto atteggiamenti aggressivi ed aveva manifestato una certa riluttanza ad andare a scuola, cosa mai verificatasi in passato, precisando di aver appreso da alcuni compagni di classe che l'insegnate di sostegno del figlio, in diverse occasioni, aveva usato violenza nei suoi confronti durante le lezioni. 

Schiaffi, lancio di oggetti e spintoni fino a far rovinare a terra il giovane è quello che veniva segnalato dai genitori nella denuncia anzi aggiungevano "di aver assistito personalmente ad un episodio in cui l'assistente di sostegno aveva stretto senza motivo le dita intorno al collo del ragazzo, per poi fingere di abbracciarlo una volta accortosi della loro presenza. In tale circostanza, la vicenda era stata già segnalata al dirigente scolastico che aveva richiamato il docente". 

Le indagini svolte dai carabinieri di Caserta, avvalendosi di riprese audio-video all'interno della classe, delle testimonianze dei compagni del minore, hanno confermato le presunte condotte illegali dell'insegnante di sostegno ai danni del ragazzo. Proprio su queste accuse il difensore Tartaglione ha spiegato all'Adnkronos: "Il mio cliente ha negato ogni addebito, ed ora abbiamo chiesto la revoca della misura cautelare. Bisognerà attendere la decisione, dopo che il fascicolo sarà anche sottoposto al parere del pubblico ministero".

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