Zagaria ai domiciliari, l'avvocato: "Anche la scarcerazione per salute è giustizia"

Raucci: "Il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione"

Pasquale Zagaria, detto 'Bin Laden'

"Il diritto alla salute è un diritto primario garantito dalla Costituzione, ed è importante quanto l'interesse punitivo dello Stato". E "la giustizia" è anche quella contenuta nella "seria motivazione" del Tribunale di Sorveglianza. A dirlo all'AdnKronos è Angelo Raucci, avvocato difensore (insieme ai colleghi Andrea Imperato e Lisa Vaira) del boss Pasquale Zagaria, l'imprenditore legato al clan dei Casalesi e scarcerato il 24 aprile scorso su decisione del Tribunale di Sorveglianza di Sassari che ha stabilito che il fratello del superboss Michele Zagaria, malato di tumore e detenuto al 41 bis, non era più nelle condizioni di essere sottoposto a chemioterapia in quanto l'ospedale di Sassari, dove è sottoposto alle cure, è stato trasformato in reparto Covid. 

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Il magistrato di Sorveglianza, accogliendo le richieste dei legali, ha disposto la sospensione della detenzione di Zagaria per 5 mesi, periodo dopo il quale le sue condizioni di salute saranno nuovamente esaminate per verificare se la motivazione posta alla base della concessione dei domiciliari sia ancora valida o se il boss potrà tornare in carcere. I legali del boss hanno prima fatto una serie di richieste per ottenere il trasferimento in altri istituti dove Zagaria potesse essere curato, e solo successivamente hanno chiesto la concessione dei domiciliari o, ancora una volta e in subordine, il trasferimento in un istituto penitenziario che gli permettesse di proseguire le cure. Di fronte alle richieste dei legali, il Tribunale di Sorveglianza, in attesa che il Dap indicasse un sito carcerario alternativo, ha anche disposto alcuni rinvii, ma indicazione del Dap non è arrivata.

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