Deve scontare meno di 18 mesi per estorsione, scarcerato Cioffo

Accolta l'istanza dell'avvocato difensore

Concessa la detenzione domiciliare ad Antonio Cioffo, 33enne di Cancello ed Arnone ritenuto vicino al clan dei Casalesi,  per l'emergenza sanitaria da Covid-19. A disporre la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere con la misura meno afflittiva della detenzione domiciliare, il Tribunale di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere.

L'avvocato Ferdinando Letizia, difensore di fiducia di Cioffo, ha evidenziato nella sua istanza quanto le pregresse condizioni di salute del recluso cancellese fossero diventate incompatibili col regime carcerario rientrando nei casi clinici in cui è possibile riconnettere un rischio di complicazione da Covid-19.

Cioffo era stato tratto in arresto nel mese di dicembre del 2010 insieme ad altri presunti affiliati al clan dei Casalesi per associazione a delinquere di tipo mafioso. Nello specifico si rese responsabile, secondo i magistrati, di estorsioni nei confronti di imprenditori ed operatori commerciali di Cancello ed Arnone e di numerosi comuni delle provincia di Caserta. La sua partecipazione al clan era legata alla figura di Antonio Santamaria, luogotenente di Francesco Schiavone e Michele Zagaria nonché capo zona del territorio cancellese. Nella richiesta del pizzo di Natale venne fermato dai carabinieri in possesso di armi che poi nelle maglie del processo emerse che l'Arma era di sua proprietà venendo meno la sua posizione di 'armiere' per conto del clan. Un elemento che lo portò ad ottenere la detenzione domiciliare. Le pregresse patologie cliniche gli diedero la facoltà di ottenere permessi per effettuare le visite mediche. Però anziché recarsi presso il proprio domicilio a Cancello ed Arnone si recava dalla compagna. L'ultima visita del maggio scorso gli diede il via libera per la detenzione. A seguito di una violenta discussione con la compagna i carabinieri della compagnia di Casal di Principe che intervennero scoprirono i percorsi deviati di Cioffo traendolo in arresto.

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Detenuto presso il carcere sammaritano il quadro clinico di Antonio Cioffo ha subito delle variazioni nel corso del regime detentivo tanto da determinarne l'incompatibilità alla luce anche del fatto che la residua pena da scontare é inferiore ai 18 mesi secondo quanto disposto dalla previsione normativa ministeriale che concede la possibilità di espiare la pena presso il domicilio del condannato qualora la stessa risulti inferiore ai 18 mesi ed anche se costituisce parte residua di una maggiore pena. Elementi evidenziati dalla difesa che hanno portato alla concessione della detenzione domiciliare nel Comune di Cancello ed Arnone.

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