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Cronaca Casal di Principe

Inchiesta sui Bidognetti: il Riesame ne scarcera 3

Tornano liberi i fratelli Corvino e Zaccariello

Tornano liberi i fratelli Ernesto e Giovanni Corvino, imprenditori nel settore delle onoranze funebri, ed Angelo Zaccariello, titolare di un distributore di carburante a San Marcellino, coinvolti nell'inchiesta dei carabinieri del comando provinciale di Caserta coordinata dalla Dda di Napoli sulla riorganizzazione del clan dei Casalesi in particolare delle fazioni Schiavone e Bidognetti che ha portato all'emissione di 37 misure cautelari disposte dal gip Vera Iaselli del tribunale di Napoli.

La Dodicesima Sezione del Riesame del tribunale di Napoli ha accolto le tesi dei difensori dei tre indagati (gli avvocati Alfonso Quarto e Pasquale Diana) disponendo la scarcerazione per i fratelli Corvino e Zaccariello. Gli imprenditori del settore delle onoranze funebri Ernesto e Giovanni Corvino rispondono di concorso esterno in associazione camorristica poiché con la loro impresa avrebbero agito in regime di monopolio grazie all'appoggio del clan dei Casalesi, in particolare della fazione Bidognetti. Secondo i magistrati antimafia i due germani sarebbero coinvolti nel racket del caro estinto.

Ad Angelo Zaccariello è stata contestata una tentata estorsione aggravata ai danni di un imprenditore aversano nel settore del pellame a cui poi è seguita la gambizzazione dello stesso. Per la Dda l’agguato fu ordinato da Nicola Garofalo alias Lino Badoglio con il placet dei coniugi D'Angelo-Bidognetti "perché venisse messa la loro firma su chi si rifiutava di pagare”, affronto che aveva osato fare l'imprenditore gambizzato.

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