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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca Marcianise

Scandalo all'Interporto: confermate le accuse a manager e dirigente

Il Riesame valida la misura degli arresti domiciliari per Barletta e Spasiano ed il divieto di dimora per Campolattano. Ordinanza "inefficace" per Berti

Confermata l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il patron dell'Interporto Giuseppe Barletta e per il dirigente del comune di Marcianise Gennaro Spasiano; confermato il divieto di dimora per l'amministratore delegato dell'Ise Antonio Campolattano (a cui il gip Orazio Rossi aveva revocato gli arresti domiciliari sostituendoli con una misura meno afflittiva viste le dimissioni da tutti gli incarichi ricoperti all'Interporto e nelle varie società finite nel mirino della Finanza). Dichiarata l'inefficacia dell'ordinanza, invece, per Nicola Berti, amministratore della società "Residenza dei Borboni".

Questa la decisione del tribunale del Riesame che ha validato l'impianto accusatorio nei confronti degli indagati finiti nel mirino della Guardia di Finanza per lo scandalo dei permessi illegali all'Interporto, con ben 11 iscritti nel registro degli indagati tra cui il sindaco Antonello Velardi e la sua prima giunta (per i quali non sono state applicate misure cautelari).

I giudici del Tribunale della Libertà, come detto, hanno dichiarato l'inefficacia dell'ordinanza esclusivamente per Berti, inizialmente colpito dall'obbligo di dimora, per un mero ritardo nella notifica della fissazione dell'udienza con l'impossibilità a rinviare per la sua posizione a causa della scadenza dei termini. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Andrea Piccolo, Mauro Iodice e Barletta.

Secondo la Procura, il dirigente Spasiano avrebbe illegittimamente rilasciato tra il mesi di aprile 2017 e il gennaio 2018 tre permessi a costruire a favore di società del gruppo imprenditoriale di Giuseppe Barletta in assenza della necessaria approvazione della variante urbanistica.

L’illegittimità dei permessi muove dalla constatazione della Procura circa il fatto che il dirigente Spasiano ha fondato i permessi adottati su una delibera del Commissario Straordinario del Comune di Marcianise Reppucci datata 3 giugno 2016 non potendolo fare, posto che tale delibera era ed è in realtà priva di valore provvedimentale. 

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