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Francesco Schiavone Sandokan

Francesco Schiavone Sandokan

Sandokan 'litiga' col pentito sull'omicidio di don Peppe Diana

Schiavone: "E' stato lui ed ora vuole infangare gli altri". Secca la risposta di Quadrano: "Non l'ho ucciso io"

Nervi tesi tra Francesco 'Sandokan' Schiavone ed il killer di don Peppe Diana, Giuseppe Quadrano. Un botta e risposta pungente, che ha avuto come teatro la corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nel corso del processo per il delitto di un altro Giuseppe Quarano, postino e cugino del ras dei Casalesi.

Quadrano, chiamato sul banco dei testimoni, ha ribadito come l'omicidio del suo familiare avvenne per la volontà del clan Schiavone di punire i collaboratori dei giustizia e che il suo familiare non c'entrasse nulla con le dinamiche della camorra. "Il pentitismo è cominciato nel gruppo Schiavone", ha dichiarato Quadrano. Ma, secondo la sua ricostruzione, i membri della famiglia Schiavone sarebbero stati risparmiati da quella scia di sangue (una parente di Carmine Schiavone riuscì a sfuggire ai sicari).

Dichiarazioni che hanno innervosito il capoclan che ha preso la parola. Quadrano, secondo Sandokan, è il responsabile dell'omicidio di don Peppe Diana, "lo sanno tutti", ed ora sarebbe sua intenzione buttare le sue colpe su altri. Secca la risposta di Quadrano: "Non ho ucciso io don Peppe Diana", ha chiosato. 

Il processo riprenderà alla fine di marzo quando sul banco dei testimoni della difesa ci sarà Francesco Schiavone Cicciariello, cugino di Sandokan e già condannato in abbreviato per il delitto del postino. Quadrano, secondo quanto ricostruito, venne intercettato dal clan per fare da intermediario con il cugino pentito ed invitarlo a ritrattare. Gli sarebbero stati offerti anche dei soldi ma il dipendente delle poste preferì starne fuori, di non voler avere nulla a che fare con la malavita. Così venne eliminato: fu raggiunto fuori al bar Orientale di San Cipriano d'Aversa e crivellato con 12 colpi di arma da fuoco.

I familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l'avvocato Gianni Zara. Schiavone, invece, è difeso dall'avvocato Mauro Valentino. 

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