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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Casal di Principe

"Salutami papà", intercettazione riapre la caccia al boss Bardellino. Quattro indagati: telefoni e pc ai raggi X

Quattro persone indagate per associazione mafiosa dopo le accuse dei pentiti. Rinvenuto anche un bunker durante le perquisizioni per il tentato omicidio del nipote del fondatore dei Casalesi. I dettagli della doppia inchiesta delle Dda di Napoli e Roma

"Salutami a papà". È stata questa la frase intercettata nel 2016 tra Silvio Bardellino, fratello del fondatore del clan dei Casalesi Antonio Bardellino, ed il nipote Gustavo De Vita, figlio del boss e della moglie Rita De Vita, che lascia ipotizzare che Antonio Bardellino non sia morto in Brasile nel 1988 per mano di Mario Iovine.

I nuovi affari dei Bardellino: 4 indagati

Una doppia indagine che sta facendo luce su alcune dinamiche ancora attuali della famiglia Bardellino. Un'inchiesta è quella condotta dalla Dda di Roma riguardante il tentato omicidio di Gustavo Bardellino, nipote del capo dei capi Antonio Bardellino, verificatosi il 15 febbraio 2022 presso l'Autosalone Buonerba in via Ponteritto località Gianola, di Formia, dove il nipote del boss venne attinto da numerosi colpi di arma da fuoco di cui uno lo raggiunse alla spalla. L'altra indagine, invece, è quella coordinata dal Sostituto Procuratore della Dda di Napoli Vincenzo Ranieri che sta passando al setaccio i presunti "affari" illeciti delle nuove leve del ricostituito gruppo Bardellino, nell'ambito della quale risultano indagate 4 persone, ritenute dagli inquirenti dell'Antimafia affiliati al clan dei Casalesi, per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Il tentato omicidio nell'autosalone: 3 sotto inchiesta

Le due indagini  dei magistrati capitolini e partenopei proseguono parallele anche se talvolta sembrano convergere. Nei giorni scorsi sono state eseguite 20 le perquisizioni: 12 nel Basso Lazio tra Formia, Gaeta e Minturno; 8 in provincia di Caserta. Nel mirino degli inquirenti, il nucleo familiare della famiglia Bardellino e gli affiliati al clan (già sodali e nuove leve). Nell'ambito dell'indagine della Dda di Roma sono stati iscritti nel registro degli indagati 3 persone ritenute connesse al tentato omicidio di Gustavo Bardellino. Si tratta del costruttore sanciprianese residente a Formia Luigi Diana di 47 anni, di Giovanni Lubello, ex marito di Katia Bidognetti - figlia di Francesco Bidognetti alias Cicciotto e mezzanotte - anch'egli 47enne casalese e Vito Iacopino (qiuest'ultimo accusato di favoreggiamento), proprietario dell'appartamento di via Dei Pini 7 presso il Villaggio del Sole di Formia dove è stato rinvenuto un bunker che in passato sarebbe stato utilizzato dal boss Antonio Bardellino. Nel corso delle perquisizioni, è stato tratto in arresto, invece, Giuseppe Favoccia, 73enne formiano, ritenuto fiancheggiatore del clan autonomo dei Bardellino.  Attualmente il 73enne si trova ricoverato presso una struttura ospedaliera privata del Basso Lazio. All'esito di una perquisizione domiciliare è stata rinvenuta presso la sua abitazione una pistola semiautomatica con matricola abrasa e munizionamento calibro 7,65. A carico di Favoccia l'accusa di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco.

Supporti informatici passati al setaccio

Nell'ambito delle perquisizioni effettuate dai carabinieri della compagnia di Formia e della Squadra Mobile della Questura di Latina, come detto, c'è stato il ritrovamento del covo in cui avrebbe soggiornato il capo dei capi Antonio Bardellino. Da quel ritrovamento si innesta l'indagine della Dda partenopea sulle nuove leve dei Bardellino e l'ipotesi che Bardellino non sia morto nel 1988 in Brasile. Dalle perquisizioni effettuate nel casertano, in special modo nell'Agro Aversano, sono stati requisiti  i supporti informatici dei familiari dei Bardellino e di alcuni presunti affiliati. Il materiale viene ora passato al setaccio dai tecnici degli investigatori antimafia partenopei.

Le dichiarazioni dei pentiti

Preziose le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia più recenti come Vincenzo D'Angelo, attuale marito di Katia Bidognetti, Giuseppe Basco e Antonio Lanza sulle attuali dinamiche del clan. Il dato che per gli inquirenti sarebbe certo sembra essere uno: Antonio Bardellino non sarebbe morto nel 1988 in Brasile per mano di Mario Iovine, ucciso poi in Portogallo, secondo quanto accertato in seno al processo Spartacus. Al momento però non si è ancora stabilito se Bardellino sia ancora in vita o meno.

L'intercettazione: "Salutami a papà"

Molti gli elementi anomali sotto la lente d'ingrandimento della Dda di Napoli. In primis la conversazione intercettata tra Silvio Bardellino ed il nipote Gustavo De Vita con il congedo inquietante: "salutami a papà". Altra anomalia sarebbe rappresentata dalle continue visite nell'appartamento di via Dei Pini da parte di Rita De Vita e dei figli.

Il certificato di nascita da Santo Domingo 

E ancora. Anomala sarebbe la richiesta di riconoscimento in Italia, giacché si trovavano a Santo Domingo, di un certificato di nascita di una bimba nata del 2003, fatta da parte di Rita De Vita e da un certo "Marco Bardellino Diana", accertato poi essere mai esistito. Anomala, infine, anche la fretta dei familiari dei Bardellino di richiedere ed ottenere nel 2018 la dichiarazione di morte presunta da parte del Tribunale di Napoli Nord. Circostanze ora al vaglio della magistratura. 

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